Trovato l'accordo: cosa succede per i licenziamenti

Sindacati e governo hanno trovato l'accordo sui licenziamenti durante il vertice a Palazzo Chigi; soddisfazione per il risultato raggiunto

Trovato l'accordo: cosa succede per i licenziamenti

Durante l'incontro di quest'oggi tra governo e sindacati è stato finalmente raggiunto l'accordo per i licenziamenti dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi. L'ha annunciato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, al termine del vertice a Palazzo Chigi con il premier Mario Draghi, il ministro dell'Economia Franco e quello del Lavoro, Orlando.

"È stato un negoziato intenso che ci ha permesso di migliorare e rafforzare i contenuti del decreto Sostegni bis (uscita generalizzata dal blocco licenziamenti fine giugno) e le soluzioni individuate ieri dalla cabina di regia del governo", ha dichiarato Luigi Sbarra con soddisfazione. L'accordo raggiunto dalle parti è stato organizzato in quattro punti cruciali per venire incontro alle esigenze delle singole categorie, che cercano di uscire dall'emergenza a partire da situazioni differenti.

Luigi Sbarra ha rivelato che "il governo ha confermato la volontà di introdurre criteri selettivi nella proroga del blocco dei licenziamenti e nella proroga della Cassa Covid , indicando nel tessile, nella moda e nel calzaturiero i comparti interessati". Inoltre "saranno introdotte 13 settimane aggiuntive di Cassa gratuita per tutte le imprese, sia per le crisi nazionali al Mise sia per le piccole e micro-vertenze regionali e provinciali".

Sbarra, quindi, ha affermato che si è raggiunto l'accordo per "non licenziare se non dopo aver consumato la nuova dotazione". Un punto importante sul quale le parti hanno trovato l'intesa è "l'avviso comune tra Cisl, Cgil Uil, Confindustria, Confapi, Sistema della Cooperazione patrocinato dal Governo con cui gli imprenditori si impegnano, prima di avviare interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro, ad utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali a disposizione e previsti dalla legge". Ciò significa che prima di arrivare al licenziamento, gli imprenditori dovranno far ricorso a "cassa integrazione, ma anche contratti solidarietà difensivi ed espansivi, intese di riduzione/ rimodulazione orario di lavoro".

A questo si aggiunge "un nuovo tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi tra il governo e Cgil Cisl Uil per verificare l'andamento dell'intesa e risolvere eventuali situazioni di criticità". Luigi Sbarra ha evidenziato la necessità di "un Fondo di solidarietà che faccia ripartire l'assegno di ricollocazione e animi percorsi di formazione e riqualificazione per le persone in cassa integrazione e in Naspi". Questo in attesa che, come da richiesta dei sindacati, venga avviata una riforma complessiva. "Il nostro impegno andrà avanti per verificare l'applicazione di ogni singolo punto e soprattutto per avviare una stagione concertata di riforme e investimenti che da un lato permettano la costruzione di nuove reti di protezione e promozione universale", ha concluso Sbarra.

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