Leggi il settimanale

La truffa delle reliquie di San Francesco: vendute per migliaia di dollari ma sono false

Molti fedeli ci cascano e le acquistano. Fra Giulio di Assisi esclude che siano autentiche: "In giro non c'è nulla di vero"

La truffa delle reliquie di San Francesco: vendute per migliaia di dollari ma sono false
00:00 00:00

Mille, duemila, fino a cinquemila dollari. Sono questi i prezzi che si trovano su diverse pagine di e-commerce, soprattutto americane, per acquistare una reliquia di San Francesco d'Assisi. Minuscoli pezzetti della stoffa del saio, una traccia di sangue, un'impronta. Ma attenzione: si tratta di una truffa bella e buona, e peccato se a cascarci sia gente in buona fede.

La notizia della vendita delle reliquie del poverello è rimbalzata su giornali e notiziari mentre ad Assisi, in occasione degli 800 anni dalla sua morte è iniziata l'ostensione straordinaria delle spoglie, che si protrarrà fino al 22 marzo. A mettere in guardia da questo commercio è stato anche il sindaco Valter Stoppini, che ha segnalato inoltre acqua santa in vendita a 1 euro e biglietti a pagamento per accedere all'ostensione, che invece è gratuita.

Per capire cosa succede, abbiamo parlato con fra Giulio Cesareo, direttore della comunicazione del Sacro Convento di Assisi dove si trova, sotto l'altare della chiesa inferiore della Basilica, la tomba del santo. Qui, dopo secoli di ricerche, nel dicembre 1818 furono ritrovati i suoi resti: fu un lavoro delicatissimo, che si svolse in segreto per 52 notti. Le ossa erano state nascoste nel 1230 da un frate, sotto calcestruzzo e pietrisco per evitare che venissero trafugate.

Scopriamo subito che il commercio di reliquie false per i frati francescani non è una novità. "Negli ordini religiosi la gestione delle reliquie è affidata al postulatore", spiega fra Giulio. "Il nostro sta a Roma ed è lui che mi ha raccontato di aver trovato online sedicenti reliquie di Francesco in offerta a oltre mille euro. Non credo ci sia anche un solo pezzo autentico su quei siti, ma nel caso di San Francesco lo escludo: e sono del tutto certo che dal 1978 ad oggi non ci possa essere in giro nulla di vero".

La certezza della data viene dalla ricognizione delle spoglie avvenuta quell'anno. "Ho analizzato i resti di Francesco nelle fotografie del 1978: sono esattamente gli stessi che i pellegrini vedono oggi. Non è cambiato nulla negli ultimi quarantotto anni, niente è stato trafugato. Fino ad allora, le spoglie erano conservate in una cassa sigillata di bronzo dorato, coperte con un semplice telo. Poi si predispose una nuova teca, con le tecnologie disponibili al tempo: le spoglie furono poste in un'urna di plexiglass svuotata dall'ossigeno, che favorisce il processo di ossidazione, e riempita di azoto, che invece lo blocca. E oggi si vedono esposte così: la cassa non è mai più stata aperta. Anzi, gli esperti che abbiamo consultato si sono detti sorpresi che l'urna contenga ancora tutto l'azoto immesso nel 1978".

Fra Giulio spiega che ci sono indicazioni canoniche per cui è proibito vendere le reliquie. "Le reliquie dei santi appartengono alla Chiesa e possono solo essere donate. Qualunque parrocchia nel mondo intitolata a Francesco chieda una reliquia, deve passare dal proprio Vescovo, il quale intercede come garante presso il nostro postulatore. Le reliquie vengono donate solo alle istituzioni, non alle persone, nemmeno ai preti, proprio per impedire che chiunque ne possa fare commercio".

Nel Medioevo, la compravendita di indulgenze, sacramenti e anche di beni sacri era una pratica

diffusa e proibita: la Chiesa la condanna ancora come peccato grave. "Ma l'allarme di oggi non c'entra nulla, perché le reliquie di Francesco sono false", chiarisce fra Giulio. "Si tratta di una brutta truffa, non cascateci".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica