Donald Trump scarica sui democratici la colpa per le tensioni che a suo parere hanno portato all'uccisione di Alex Pretti a Minneapolis da parte degli agenti dell'Ice, ma allo stesso tempo apre all'ipotesi che l'agenzia anti-immigrazione possa lasciare a un certo punto la città. "Il presidente ha accettato di parlare con il suo Dipartimento per la Sicurezza Interna per garantire che il Minnesota Bureau of Criminal Apprehension sia in grado di condurre un'indagine indipendente. Il presidente ha anche accettato di esaminare la possibilità di ridurre il numero di agenti federali in Minnesota".
Sempre più sotto pressione per gli ultimi avvenimenti, il presidente americano in un lungo post su Truth punta il dito contro i dem, accusandoli di non collaborare con gli agenti federali - a differenza di quanto avviene negli stati repubblicani dove le operazioni si svolgono "senza intoppi e pacificamente" - e di incoraggiare "agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le loro azioni per arrestare i peggiori dei peggiori". "Così facendo i dem antepongono gli immigrati clandestini criminali ai cittadini che pagano le tasse e rispettano la legge - continua - Tragicamente, due americani hanno perso la vita a causa di questo caos provocato dai democratici".
Trump chiede al governatore del Minnesota Tim Walz, al sindaco di Minneapolis Jacob Frey e a qualsiasi altro membro dell'Asinello in Usa di "collaborare formalmente con l'amministrazione per far rispettare le leggi anziché resistere e alimentare le fiamme della divisione, del caos e della violenza". Per la prima volta il comandante in capo evita di difendere apertamente l'agente che ha sparato e ucciso l'infermiere 37enne sabato scorso, lasciando intendere che potrebbe esserci un parziale cambio di passo. Confermato poi quando rivela di aver avuto una telefonata "molto positiva" con Walz durante la quale "sembravamo essere sulla stessa lunghezza d'onda". "Nessuno alla Casa Bianca, tantomeno Donald Trump, vuole vedere americani feriti o uccisi nelle strade" dicono dallo staff di Washington.
Il tycoon critica Pretti per aver portato un'arma durante le proteste: "Non mi piace sparare, ma non mi piace quando qualcuno partecipa a una protesta e ha una pistola molto potente, completamente carica, con due caricatori pieni di proiettili. Anche questo non è un buon segno", dice. Ma incalzato durante una breve intervista telefonica con il Wall Street Journal, afferma che "stiamo esaminando e valutando tutto e prenderemo una decisione al riguardo". E sembra pure accennare alla possibilità di ritirare l'Ice da Minneapolis, anche senza specificare la tempistica: "A un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale - spiega - lasceremo lì un gruppo diverso di persone per la frode finanziaria". Il tycoon da giorni ha indicato un vasto scandalo di truffa ai servizi sociali nello Stato come giustificazione per l'intensificazione dei controlli sull'immigrazione, definendola "la frode più grande che si sia mai vista".
Intanto, a Minneapolis, un clima di solidarietà si è creato tra polizia, Guardia Nazionale e residenti contro le azioni della Border Patrol e dell'Ice. Il capo della polizia Brian O'Hara spiega a Cbs che Pretti "stava esercitando il suo diritto al Primo emendamento filmando le attività delle forze dell'ordine e quello al Secondo Emendamento di essere legalmente armato in uno spazio pubblico della città". Mentre i soldati della Guardia Nazionale, vestiti con gilet gialli per distinguersi dagli agenti federali, sono passati a distribuire ai manifestanti scesi in strada nonostante le temperature gelide caffè, cioccolata calda e biscotti.
Secondo il Wall Street Journal si sta creando una nuova dinamica, innescata dalla brutalità dell'Ice: invece di chiamare la polizia contro i manifestanti, alcuni residenti chiamano la polizia per avere protezione o presenza mentre arrivano i federali mascherati e in assetto antisommossa.