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Trump e gli atleti anti-Ice: "Perdenti, via da team Usa"

Offensiva Maga e attacco del tycoon: "Difficile tifare per loro". Hess, Liller, Glenn e Shiffrin: ecco chi si è schierato

Trump e gli atleti anti-Ice: "Perdenti, via da team Usa"
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Gli atleti del team Usa alle Olimpiadi di Milano-Cortina fanno sentire la loro voce e manifestano il disagio per l'attuale clima politico negli Stati Uniti. Pur ribadendo l'amore per la bandiera a stelle e strisce, alcuni dei 232 membri della delegazione ai Giochi non nascondono le critiche all'amministrazione di Donald Trump, in particolare sull'immigrazione e la gestione delle proteste da parte dell'Ice. Tra i primi a esprimere i propri pensieri è lo sciatore freestyle Hunter Hess, che parla di "emozioni contrastanti" nel rappresentare gli Stati Uniti. "È un po' difficile. Ovviamente ci sono molte cose che non mi piacciono, e credo che non piacciano a molti. Per me, si tratta più che altro di rappresentare i miei amici e la mia famiglia, le persone che mi hanno preceduto, tutto ciò che di buono c'è negli Usa - afferma in conferenza stampa -. Il fatto di portare la bandiera non significa che rappresenti tutto ciò che accade nel mio Paese". Parole che scatenano la piccata replica del presidente. "Lo sciatore olimpico Hess, un vero perdente, afferma di non rappresentare il suo Paese alle attuali Olimpiadi - sottolinea il tycoon -. Se è così non avrebbe dovuto nemmeno candidarsi per la squadra, è un peccato che ne faccia parte. È davvero difficile fare il tifo per una persona del genere".

L'atleta dell'Oregon, tuttavia, non è l'unico ad esprimersi sull'attuale situazione. Un altro sciatore di freestyle, il 27enne Chris Lillis di Rochester, nello stato di New York, spiega che "amo gli Stati Uniti e non vorrei mai rappresentare un altro paese alle Olimpiadi, ma sono profondamente addolorato per quello che è successo". "Credo che come Nazione dobbiamo concentrarci sul rispetto dei diritti di tutti e assicurarci di trattare i nostri cittadini, e chiunque altro, con amore e rispetto. Spero che quando le persone guarderanno gli atleti gareggiare, si rendano conto che questa è l'America che stiamo cercando di rappresentare", prosegue, commentando la gestione delle proteste da parte dell'Ice a Minneapolis. Mentre la pluripremiata sciatrice Mikaela Shiffrin ripete la frase di Nelson Mandela citata durante la cerimonia di apertura, e aggiunge che "per quanto mi riguarda, spero di poter dare il meglio e rappresentare i miei valori. Valori di inclusione, diversità, gentilezza, condivisione, tenacia, etica del lavoro". E poi c'è la campionessa di pattinaggio artistico del Texas Amber Glenn, la quale respinge l'idea che gli atleti non debbano commentare gli eventi di attualità. "La politica ci riguarda tutti - dice -. Non rimarrò in silenzio perché è qualcosa che influenza la nostra vita quotidiana. Ci sono cose con cui non sono d'accordo, ma come comunità siamo forti, ci sosteniamo a vicenda, e ci aspettano giorni migliori".

Le loro affermazioni stanno scatenando dure reazioni sui social da parte di commentatori e influencer del mondo Maga, che li invitano a "restare a casa" se non sono orgogliosi di indossare la bandiera. E la polemica riflette una frattura crescente tra una parte del mondo sportivo e i sostenitori di Trump, i quali tendono a identificare le critiche all'amministrazione come un attacco diretto al Paese.

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