
Il massiccio attacco russo di ieri notte su Kiev - 629 tra droni e missili scagliati sul territorio ucraino, per un totale di almeno quindici morti, tra cui tre bambini - scatena lo sdegno delle due sponde dell'Atlantico verso la leadership di Mosca. Donald Trump stesso attraverso la portavoce della Casa Bianca ribadisce la sua frustrazione nei confronti del Cremlino: il presidente "non è contento" ma "non è sorpreso" del comportamento inconciliante con gli sforzi negoziali per un'intesa sulla pace da parte dei russi. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha parlato al telefono con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con quello americano, sottolineando che "Vladimir Putin deve sedersi al tavolo dei negoziati. Dobbiamo garantire una pace giusta e duratura per l'Ucraina con garanzie di sicurezza solide e credibili che trasformino il Paese in un porcospino d'acciaio. L'Europa farà pienamente la sua parte". E afferma che "il nostro strumento di difesa Safe, ad esempio, sarà importante per rafforzare le coraggiose forze armate ucraine".
Von der Leyen oggi visiterà "i sette paesi che proteggono i nostri confini orientali con Russia e Bielorussia". "Voglio esprimere loro la nostra piena solidarietà - spiega - e condividere i progressi che stiamo facendo per una forte industria europea di difesa". Poi, ripete che l'attacco russo alla sede Ue "è un altro grave richiamo su cosa è in palio: ci ricorda che il Cremlino non si ferma davanti a nulla pur di terrorizzare Kiev uccidendo ciecamente civili, uomini, donne, bambini, e perfino la delegazione europea. Ecco perché manterremo la nostra massima pressione sul regime di Mosca e andremo avanti presto con il 19esimo pacchetto di sanzioni". Negli Usa, l'inviato speciale di Trump per l'Ucraina condanna duramente i raid russi sulla capitale, affermando che "questi attacchi vergognosi minacciano la pace che il presidente sta perseguendo", e hanno colpito "civili innocenti". Anche dal Palazzo di Vetro il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres condanna i raid di Mosca. "Gli attacchi contro i civili violano il diritto internazionale umanitario", afferma in una nota.
E proprio a New York, oggi l'inviato di Trump Steve Witkoff vedrà alti esponenti del governo di Zelensky: secondo quanto rivelano due fonti a Newsmax, l'incontro è con Andriy Yermak, capo dell'ufficio presidenziale, e Sergiy Kyslytsya, vice ministro degli Esteri ed ex inviato alle Nazioni Unite, con cui discuterà le garanzie di sicurezza per Kiev. Le fonti europee e ucraine citate dal Financial Times spiegano che si lavora ad attività di "intelligence" e sorveglianza aerea da parte degli Usa, truppe di un Paese neutrale a ridosso della linea del fronte e, nelle retrovie, forze del Vecchio Continente. Mosca sottolinea che la materia è oggetto di negoziati riservati, ma torna a manifestare la sua contrarietà allo schieramento sul terreno di soldati di Paesi membri della Nato. Yermak invece conferma che questo è effettivamente il piano di cui lui stesso - scrive Bloomberg - parlerà a New York con Witkoff.
Washington dovrebbe mettere a disposizione "strumenti strategici" a loro protezione, contribuendo ad uno scudo aereo, ma secondo l'Ft alcuni membri dell'amministrazione Usa, incluso il capo del Pentagono Pete Hegseth, sarebbero scettici riguardo a qualsiasi partecipazione a garanzie postbelliche, temendo che ciò possa trascinare gli Stati Uniti in un futuro conflitto con la Russia.