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Tutti collaborino per snellire la Pa

Lo scorso anno, la Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici della Basilicata ha posto il veto alla realizzazione di un impianto a biogas in località Metaponto

Tutti collaborino per snellire la Pa

Lo scorso anno, la Soprintendenza ai Beni culturali e paesaggistici della Basilicata ha posto il veto alla realizzazione di un impianto a biogas in località Metaponto perché l'opera avrebbe provocato «una modifica sostanziale all'aspetto percettivo e sensoriale» del luogo. E cosa sarà mai «l'aspetto percettivo e sensoriale» di un luogo? Ci si arriva per deduzione, e quando ci si arriva si trova conferma di un problema noto: persino nel linguaggio che usano, burocratico e contorto, le Soprintendenze si manifestano come uno dei principali ostacoli al cambiamento. Ma quando dalla forma si passa alla sostanza del loro ragionare è difficile resistere ad un senso di rassegnato sconcerto. Quale opera pubblica o privata potrà mai essere realizzata, infatti, senza alterare il paesaggio in cui si colloca, modificandone di conseguenza «l'aspetto percettivo e sensoriale»? Casi del genere se ne potrebbero fare centinaia. Le Soprintendenze, organismi periferici del ministero della Cultura, sono quanto di più lontano dalla sensibilità e dalla logica del decisore politico. Perciò ne rappresentano un limite.

Lo sa bene il presidente dell'Associazione nazionale dei sindaci d'Italia, Antonio Decaro, che sabato scorso ha scritto su Repubblica una lettera aperta al ministro della Cultura, Dario Franceschini. Oggetto: il potere dei soprintendenti, appunto. Un potere che Decaro descrive come «ostruzionistico e sovente interdittivo». Il presidente dell'Anci sa di dire quel che tutti i sindaci pensano, e infatti conclude il suo disperato appello evocando l'immagine dei primi cittadini d'Italia che, «costretti ad abdicare» al proprio ruolo, «consegnano alle locali soprintendenze le proprie fasce tricolore».

Domenica, con un'intervista allo stesso giornale, Franceschini gli ha risposto minimizzando il problema. Eppure, se un problema non ci fosse il governo non starebbe ipotizzando di costituire una Soprintendenza unica nazionale per poter realizzare nei tempi previsti e senza veti improvvisi le opere contemplate nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il problema, dunque, c'è. E sarebbe un errore porvi rimedio solo rispetto al Pnrr. Semplificare, sburocratizzare e responsabilizzare è forse la missione principale del governo Draghi. Ma l'obiettivo non può essere solo quello di realizzare le riforme straordinarie concordate con Bruxelles: l'obiettivo dev'essere rendere efficace ed efficiente la pubblica amministrazione italiana in tempi ordinari. Un obiettivo che presuppone la collaborazione di tutti i ministeri, anche del ministero della Cultura, ad oggi il meno attivo nell'elaborazione del decreto Semplificazioni che dovrebbe essere approvato questa settimana.

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