Uccisero ragazza nera. Il giurì salva gli agenti e si scatena la rivolta

La decisione: "Non incriminabili". Scontri ovunque: 130 arresti e due poliziotti feriti

Uccisero ragazza nera. Il giurì salva gli agenti e si scatena la rivolta

New York. Riesplode la violenza negli Usa. Nuovo teatro degli scontri è Louisville, dove ieri i manifestanti sono scesi in strada per Breonna Taylor, la 26enne operatrice sanitaria afroamericana uccisa mentre dormiva col suo fidanzato in un controverso blitz notturno antidroga lo scorso marzo nella città del Kentucky. A scatenare la rabbia è stata la decisione del gran giurì di non incriminare nessuno dei tre poliziotti bianchi per la sua morte: l'unico capo di imputazione è stato nei confronti di uno dei tre agenti, Brett Hankison, accusato di «condotta negligente e pericolosa», ma per aver sparato colpendo l'abitazione dei vicini. Gli altri due invece sono stati ritenuti «giustificati» nell'uso della forza per aver risposto al fuoco del fidanzato, che tuttavia pensava ad un intruso. I tre agenti coinvolti usarono infatti un mandato che consentiva loro di entrare in casa senza annunciarsi e sfondarono la porta con un ariete poco dopo la mezzanotte: il fidanzato di Breonna pensando a degli sconosciuti estrasse la pistola regolarmente detenuta e sparò un proiettile che ferì uno dei poliziotti ad una gamba. Seguì una sparatoria con oltre 20 colpi, sei dei quali raggiunsero la giovane, e uno le fu fatale.

Da Lebron James a Megan Rapinoe, da George Clooney a Oprah Winfrey, celebrità del mondo della politica, dello sport e dello spettacolo hanno espresso il loro sdegno per la decisione del gran giurì, mentre a Louisville è scoppiata la rivolta. Nonostante le autorità cittadine abbiano ordinato 72 ore di coprifuoco a partire dalle 21 ora locale, i manifestanti sono comunque scesi in strada: durante le proteste scoppiate mercoledì notte ci sono stati momenti di tensione, circa 130 persone sono finite in manette, e due agenti sono rimasti feriti con colpi di pistola. Secondo la polizia non sono in condizioni critiche, ma uno di loro è stato operato. Un sospetto è stato arrestato con l'accusa di aver aperto il fuoco contro le forze dell'ordine: si chiama Larynzo Johnson, è un ragazzo di colore di 26 anni, ed è accusato di aggressione di primo grado e condotta pericolosa. I media Usa hanno riferito che il giovane faceva parte di un gruppo di manifestanti e ha «intenzionalmente usato una pistola per sparare più colpi contro i poliziotti». «Chiedo a tutti di respingere la violenza», è stato l'appello lanciato dal sindaco Greg Fischer, ma a Louisville si temono nuove violenze, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza e il dispiegamento della guardia nazionale.

Intanto, le proteste si sono diffuse anche in altre città americane, dalla capitale Washington a New York, e ancora a Philadelphia, Las Vegas, Portland, Chicago, Atlanta. Il legale della famiglia Taylor, Ben Crump, ha definito la decisione del gran giurì «offensiva e oltraggiosa», mentre il presidente Donald Trump ha rilanciato il suo mantra di «legge e ordine» e si è schierato a fianco dei due agenti feriti. «Preghiamo per i due agenti feriti da colpi di arma da fuoco a Louisville - ha scritto su Twitter - Il governo federale è con voi ed è pronto ad aiutare. Ho parlato con il governatore del Kentucky e siamo pronti a lavorare insieme immediatamente, previa richiesta». Poi, ha lodato Daniel Cameron, primo procuratore afroamericano del Kentucky, come una «star» per le sue dichiarazioni «brillanti». «Capisco la tragedia come nero ma se agiamo semplicemente sulla base dell'emozione e dello sdegno non c'è alcuna giustizia - aveva detto Cameron - La giustizia non è facile, non si adatta all'opinione pubblica».

Intanto, Trump è finito ancora una volta nella bufera poiché non si è impegnato a un trasferimento del potere pacifico se dovesse vincere il rivale Joe Biden il 3 novembre. «Vedremo cosa succede», ha risposto a chi gli chiedeva se ci sarà una transizione pacifica nel caso dovesse perdere. In realtà, la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, ha poi assicurato che il presidente «accetterà il risultato di un'elezione equa e libera».

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