Uciso per trenta euro. L'assassino di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, pensionato, confessa. "Abbiamo avuto una discussione, ho preso una busta di plastica, gliel'ho messa in testa e l'ho soffocato". Alla base del delitto una transazione illecita: l'importo mensile della carta di inclusione di Scamarcia, 600 euro, in cambio di 530 euro in contanti. Ma la somma ricevuta è di soli 500 euro anziché quella pattuita. Trenta euro che fanno scoppiare una lite finita in tragedia. Lin Wei, 42 anni, di origine cinese, titolare di un negozio in piazza Umberto I a Bari - Carbonara, "Moda Casa", di fronte all'evidenza, il cadavere del 68enne in avanzato stato di decomposizione avvolto in sacchi della spazzatura nel deposito della sua azienda, crolla. Un delitto assurdo, avvenuto il 31 marzo poco dopo l'ultimo contatto della vittima con il fratello. "Tra poco torno a casa" il messaggio. Ma l'uomo sparisce nel nulla, tanto che i familiari il 2 aprile denunciano la scomparsa ai carabinieri. Le ricerche con i militari della compagnia Bari San Paolo cominciano con gli ultimi segnali del suo cellulare che aggancia la cella del IV Municipio, ovvero del quartiere Carbonara. Le indagini, coordinate dal pm Claudio Pinto, puntano soprattutto agli ultimi movimenti della carta che la vittima utilizzava per i beni di necessità. La svolta arriva tra il 27 e il 28 aprile quando qualcuno cerca di prelevare i 100 euro mensili consentiti dalla carta di inclusione a un postamat. Ma il pin digitato è sbagliato e i tentativi vanno a vuoto.
La stessa carta utilizzata dalla vittima proprio nel negozio di Lin Wei. Dalle telecamere di sorveglianza, infine, le ultime immagini di Scamarcia che entra in negozio. Venerdì il sopralluogo nell'esercizio commerciale. Il cattivo odore in magazzino e il liquido giallastro che fuoriesce da un barile fanno scoprire il corpo. Wei non parla più. Viene portato in caserma per un primo interrogatorio. Davanti al pm e al suo legale, dopo ore di mutismo, racconta l'intera vicenda. "Contro l'importo mensile di 600 euro, ho dato a Scamarcia 500 euro anziché 530. Di solito mi trattengo 70 euro di commissione ma quel giorno ne ha avuti 30 di meno. Lui è andato su tutte le furie, ci siamo azzuffati e io l'ho soffocato con la busta". Omicidio volontario aggravato, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento le accuse. Nel provvedimento di fermo e trasferimento in carcere la Procura sottolinea il concreto pericolo di fuga.
L'uomo, che vive all'interno del suo negozio e ha familiari all'estero, avrebbe manifestato l'intenzione di lasciare la città per trasferirsi a Prato o rientrare in Cina. In attesa della convalida del fermo, nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia. Per il medico legale la morte, violenta, del 68enne risalirebbe almeno a venti giorni prima del suo ritrovamento.