"Presto andrò da Putin": la missione di Draghi a Mosca

L'Italia prova a mediare tra Mosca e Kiev, nelle scorse ore sia Di Maio che Draghi hanno confermato l'invito rivolto da Putin per una visita al Cremlino del presidente del consiglio

"Presto andrò da Putin": la missione di Draghi a Mosca

Oggi da Bruxelles il presidente del consiglio Mario Draghi si è mostrato scettico sulla possibilità che la Russia si stia effettivamente ritirando dai confini con l'Ucraina. Ma, da Mosca, il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha confermato l'invito di Vladimir Putin al capo dell'esecutivo italiano. Roma quindi si sta muovendo. Dopo Emmanuel Macron e Olaf Scholz, anche Draghi fra qualche giorno, ancora non è stato specificato quando, varcherà le porte del Cremlino. L'Italia, rimasta un po' in ombra in queste settimane di escalation, punta adesso ad avere la luce dei riflettori in fase di mediazione.

Draghi: “Russia colpita dall'unità della Nato”

In attesa di conoscere il giorno in cui Draghi si recherà da Putin, nelle ultime ore da Bruxelles, in cui è presente per partecipare al consiglio dell'Ue, l'ex governatore della Bce ha puntato i piedi e ha tenuto a ribadire come la posizione dell'Italia sia in linea con quella degli alleati. “La Nato è unita – ha dichiarato ai giornalisti – La nostra unità è la cosa che più ha colpito la Russia. Avremmo potuto dividerci perché ad esempio nella Nato ci sono tantissimi Paesi non solo quello che viene definito Occidente”.

Parole, quelle di Draghi, che sembrano rispondere ai dubbi trapelati in modo silente da ambienti vicini a Washington e che vedevano in Roma un alleato non molto affidabile nella crisi. È ben risaputo come l'Italia non abbia affatto voglia di entrare nel vortice delle sanzioni contro Mosca. I rapporti tra Palazzo Chigi e Cremlino sono sempre stati buoni e lo ha ricordato lo stesso Luigi Di Maio nell'incontro tenuto oggi con l'omologo russo Sergej Lavrov. Nella capitale belga quindi Mario Draghi ha sottolineato la volontà dell'Italia di fare fronte comune con la Nato. “Non possiamo rinunciare – ha continuato il presidente del consiglio – ai principi dell'Alleanza Atlantica”.

Non solo, ma il capo dell'esecutivo ha anche dichiarato di non essere molto convinto della de escalation russa. “Gli episodi che sembravano annunciare una de-escalation da parte russa", ha proseguito Draghi, "non sono presi seriamente per cui dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità”.

Presto l'incontro con Putin

Fin qui dunque la posizione dell'Italia come membro della Nato. Ma Roma sta cercando di ritagliarsi un ruolo come Paese mediatore. Lo ha ribadito stamane Luigi Di Maio a Mosca. “Potete fare affidamento sull'Italia per una via diplomatica”, ha dichiarato il titolare della Farnesina durante l'incontro con Lavrov. L'annuncio di una visita di Draghi a Mosca va quindi vista in questa direzione. Il presidente del consiglio ha confermato l'invito di Putin. “Presto andrò al Cremlino", ha detto ai giornalisti a Bruxelles, "ci sarà un incontro con il presidente russo”. Draghi ha anche svelato alcuni retroscena sulla futura visita a Mosca.

Zelensky (presidente ucraino, ndr) in una telefonata che abbiamo avuto ieri ha chiesto la possibilità di riuscire a parlare con il presidente Putin, di vedere se l'Italia avesse potuto aiutarlo su questo fronte", ha fatto presente il capo del governo, "La stessa

richiesta è stata rivolta ad altri intorno al tavolo di oggi. Evidentemente non sarà facile, ma l'obiettivo è quello: fare sì che il presidente Putin e il presidente Zelensky si siedano attorno allo stesso tavolo”.

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