Un'altra testa tagliata dall'Isis È un americano convertito

Peter Kassig, operatore umanitario ed ex militare, era diventato musulmano. Ma non è bastato. Trucidati anche 15 soldati di Assad

Un'altra testa tagliata dall'Isis È un americano convertito

Se l'abiezione umana merita una classifica, lo Stato Islamico ha raggiunto l'abisso della turpitudine. La testa dell'ostaggio americano Peter Kassig posata ai piedi di Jihadi John, il boia incappucciato dall'accento inglese diventato un nostro incubo consueto, è solo la conclusione dei quindici minuti di «videomalvagità» usati per annunciare la quinta decapitazione di un ostaggio occidentale. Quindici minuti diversi e peggiori dei «grand guignol» a cui credevamo d'esser ormai abituati. Quindici minuti in cui lo Stato Islamico avverte gli americani di esser pronto a uccidere «i vostri concittadini nelle vostre strade». Quindici minuti in cui l'ostaggio non parla, non regala uno straccio di giustificazione ai suoi carnefici. L'immagine della sua testa mozzata è preceduta, in compenso, dai particolari sadicamente compiaciuti dello sgozzamento di una quindicina di piloti e militari siriani. Se interpretare l'orrore avesse senso, si potrebbe azzardare che il 26enne ex militare americano convertito all'islam con il nome di Abdul Rahman si sia rifiutato, a differenza di altri ostaggi, di regalare una dichiarazione assolutoria ai propri carnefici. Un'ipotesi confermata in un certo senso dallo stesso boia. «Questo è Peter Edward Kassig cittadino statunitense, Peter - ulula Jihadi John - aveva combattuto contro i musulmani in Irak da soldato del governo americano e non aveva molto da dire... aveva già detto tutto nel precedente incontro». Subito dopo pensa lui a sostituire il discorso affidato solitamente al morituro. In poco più di un minuto d'invettive Jihadi John accusa Obama di aver mentito promettendo di abbandonare l'Irak e assicura che il Pentagono sarà presto costretto a inviare ancor più truppe. Secondo alcune interpretazioni lo sgozzamento del convertito Kassig potrebbe anche esser stato deciso dai vertici dell'Isis per smentire le voci del ferimento del boia Jihadi John. Alcune indiscrezioni circolate sabato davano il boia per ferito o morto nei raid aerei lungo la frontiera iracheno-siriana in cui sarebbe stato colpito anche il Califfo e capo supremo dell'Isis Abu Baqr Al Baghdadi. Una possibile conferma a questa tesi arriverebbe dall'evidente differenza qualitativa tra la scarna sinteticità del video in cui viene esibita la testa dell'ostaggio americano e la sofisticata ripugnante sceneggiatura della decapitazione dei quindici militari siriani. Nei tre minuti di autentico perverso sadismo dedicati all'uccisione dei governativi, tra cui non si nota la presenza di Kassig, si vedono i tagliagole spingere le vittime sul luogo dell'esecuzione, prelevare i coltellacci da combattimento da una scatola di legno e prepararsi ad affondare la lame mentre le vittime - allungate a terra - attendono il momento fatale tra sospiri, spasimi di paura e preghiere sussurrate a mezza voce. Il tutto sfruttando effetti da film dell'orrore. E ieri sera Obama ha detto: «L'Isis è il male puro, vuole solo distruzione».

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