"Va affrontato". L'ombra delle dimissioni di Di Maio

Ricciardi (vicepresidente M5S) non esclude il pugno duro: "Di Maio deve dimettersi? Non rappresenta più il Movimento, va affrontato un tema di rappresentanza politica"

"Va affrontato". L'ombra delle dimissioni di Di Maio

La scissione del Movimento 5 Stelle ha aperto una serie di dubbi che saranno risolti solo nelle prossime ore. Mentre si attende una presa di posizione ufficiale da parte di Giuseppe Conte, da ieri pomeriggio sono iniziati a circolare i primi interrogativi sul futuro di Luigi Di Maio. Domande che riguardano non solo l'orizzonte del nuovo gruppo parlamentare, ma anche il suo ruolo all'interno del governo: in molti si chiedono se resterà alla guida del ministero degli Esteri o se deciderà di fare un passo indietro.

La fase delicata internazionale farebbe escludere uno scossone alla Farnesina, visto che si tratta di un dicastero cruciale soprattutto in considerazione della guerra in corso tra Ucraina e Russia. Alla fine Di Maio cosa farà? Almeno per il momento non c'è alcuna certezza in merito, ma iniziano a essere avanzate le prime ipotesi secondo cui potrebbe lasciare il timone del ministero degli Esteri poiché non rappresenta più il M5S ma il nuovo gruppo "Insieme per il futuro".

Uno scenario del genere non è stato escluso da Riccardo Ricciardi: il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, intervenuto ai microfoni di The Breakfast club su Radio Capital, è stato interrogato sulla necessità o meno di dimissioni da parte di Di Maio alla Farnesina. "C'è un dato politico. Di Maio non rappresenta più la forza grazie alla quale è stato eletto", ha risposto Ricciardi. Secondo cui esiste "un tema di rappresentanza politica che deve essere affrontata".

Già ieri Matteo Salvini aveva tuonato contro Di Maio, lasciando intendere una mossa del genere anche se in realtà non si è pronunciato in maniera esplicita su questa opzione. Per il leader della Lega "se qualcuno rimane nel governo senza rappresentare nessuno, un problema ci sarà". E si è posto una domanda ben precisa: "A nome di chi va in giro per il mondo il ministro degli Esteri? Non ho capito chi rappresenta chi...".

Nella serata di ieri Di Maio è stato ricevuto al Quirinale, poco dopo le ore 20.00, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un'occasione che probabilmente è servita per annunciare la scissione e assicurare comunque il sostegno al governo guidato da Mario Draghi. Voci di corridoio sostengono che l'incontro sarebbe stato chiesto giorni fa dal ministro degli Esteri e programmato per ieri. Il che metterebbe in luce come la scissione fosse nell'aria da qualche tempo.

C'è grande attesa per la replica di Giuseppe Conte alla manovra di Di Maio: l'ex presidente del Consiglio tenderà a porre l'attenzione sul proprio corso alla guida del Movimento 5 Stelle o andrà giù pesante contro Luigi Di Maio? I toni della reazione dell'avvocato potrebbero fornire qualche spunto sul sostegno al ministro degli Esteri. La domanda sorge spontanea: per il M5S non cambierà nulla o sarà difficoltoso continuare ad appoggiare il governo con la presenza di Di Maio alla Farnesina?

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