Vacanze agli sgoccioli per milioni di italiani: l'onda di ritorno spaventa le regioni del Nord

È boom delle richieste di tamponi, le autorità sanitarie sotto pressione

Vacanze agli sgoccioli per milioni di italiani: l'onda di ritorno spaventa le regioni del Nord

L'ultimo esodo è stato quello del nove agosto, quando circolavano per le strade italiane quasi 700mila auto dirette al mare o in montagna. Ma tra il prossimo week end e quello di fine agosto, ben 21 milioni di italiani torneranno dalle vacanze estive. Un milione e mezzo provenienti dall'estero, nonostante il Covid. E ora di rientro nelle grandi città. E il solo pensiero fa tremare i polsi alle autorità sanitarie delle varie regioni del Centro-Nord. A cominciare dai lombardi, vacanzieri che fanno la parte del leone quando si tratta di andare in vacanza.

Molti i problemi da affrontare. Per esempio, la lunga lista di attesa per fare il tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Croazia, Malta, Grecia. Solo a Milano 15mila persone registrate. E da qui a fine mese i numeri potrebbero triplicare. Sono già stati smaltiti 3mila test ma per le chiamate c'è da attendere fino a 5 giorni. E addio all'ordinanza del ministero della Salute che richiedeva il tampone entro le 48 ore. Del resto non si fanno i miracoli. Solo a Malpensa si aspettano circa 5mila persone al giorno. Ats Insubria conta di fare 500 verifiche al giorno, ma i rientri sono tanti e gli interventi messi in campo in emergenza, scalfiscono solo di poco il grosso ingorgo. A Linate andrà meglio perché gli arrivi di circa 2.500-3.000 a settimana, saranno controllati dal Gruppo ospedaliero San Domato che farà direttamente i tamponi nello scalo o al drive-in del Policlinico.

In Emilia Romagna, chi arriva dall'estero oggi potrà fare il tampone in aeroporto, mentre domani i controlli saranno fatti anche ai terminal del bus. All'Ats di Bologna sono stati prenotati già oltre 4mila test di vacanzieri, molti provenienti dalla Croazia. Ma in Emilia la prevenzione passa anche dalla clinica mobile che gira nelle varie località di mare e permette ai turisti di sottoporsi al pungidito per 10 euro: tanta affluenza ma nessuno caso positivo. In previsione del massiccio rientro, si punta al tracciamento diffuso per andare «a caccia del virus». Attualmente si contano 8mila tamponi al giorno che potrebbero diventare anche 15mila, già da settembre. Nel frattempo, dalla settimana prossima partono 87mila test per il personale scolastico. Anche la Lombardia si organizza per tracciare il mondo della scuola e sono già arrivati 200mila sierologici da usare per insegnanti e personale Ata. Stessa strada della prevenzione in Piemonte, dove sono 85mila tra professori e personale della scuola che potranno farsi testare da lunedì. I controlli dei vacanzieri però sono tutti concentrati da chi proviene dall'estero. Tre postazioni all'aeroporto di Torino Caselle stanno già controllando i passeggeri di rientro dalle zone a rischio. Ma dai primi mille testati solo 4 sono risultati positivi.

In Veneto la caccia al positivo è incessante ma su 13mila test effettuati da chi arriva dai paesi a rischio, solo 48 sono risultati positivi: 0,0344 per cento. In generale, invece, il Covid colpisce nel mucchio in modo asintomatico: solo 3 su mille mostrano dei sintomi. In Toscana si sono messi in fila già 5.800 persone per il tampone obbligatorio: oltre 1800 provengono dalla Grecia, 1600 dalla Spagna, quasi mille dalla Croazia. Nel Lazio i rientri fanno registrare un'impennata di casi. Ieri sono circa 80 rispetto ai 40 del giorno prima. In aeroporto proseguono i controlli a tappeto con i test rapidi mentre la capacità di fare i tamponi sul territorio è rafforzata: diecimila al giorno e potenziamento del servizio di drive in e la rete dei servizi di prevenzione per fare test a domicilio.

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