Alla fine lo strappo è arrivato. Roberto Vannacci lascia la Lega e prosegue la strada da solo con il suo nuovo partito "Futuro Nazionale". Il leader Matteo Salvini si dice "deluso e amareggiato" dal generale che aveva candidato alle scorse europee e poi nominato vicesegretario del Carroccio, levandosi più di qualche sassolino dalle scarpe. Perché la Lega aveva accolto Vannacci "quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo" e con l'idea di fare "un lungo cammino insieme".
Far parte di un partito, però, "non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature.
È soprattutto lavoro, sacrificio e prima di tutto lealtà" sottolinea Salvini lanciando una bordata a Vannacci: "Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa".
La Lega si affida anche ai social per accostare velenosamente il generale a Gianfranco Fini, che dopo l'addio al Pdl lanciò un suo partito: "La storia si ripete". Vannacci tira dritto: "Inseguo un sogno e vado lontano - spiega -. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci". Il generale delinea quella che sarà la sua destra, "vitale e non moderata", diversa "da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare". In serata, parlando a "Cinque minuti", Salvini esclude un'alleanza con Vannacci per il futuro: "Per me la parola è sacra".Vannacci, che come primo effetto perde il posto di membro del gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo, assicura di voler essere adesso un interlocutore del centrodestra, anche se il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi boccia "il suo profilo e le sue provocazioni" che erano "incompatibili" con i valori della coalizione.
A microfoni spenti, fonti della Lega attaccano Vannacci: "Siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare...". E ancora: "Chi esce dal centrodestra aiuta la sinistra". Alla fine avevano ragione Luca Zaia e Attilio Fontana, da sempre dubbiosi sul generale. Il primo, ex presidente del Veneto, non è sorpreso dalla mossa di Vannacci: "È la conferma, vista la lunga carriera che ha avuto in Lega - punge ironico il Doge -, che ha preso atto di essere un corpo estraneo. Ho visto situazioni migliori e ne ho vissute di peggiori in Lega, di certo non stiamo qui a stracciarci le vesti". Nel giorno dell'addio di Vannacci, ritorna alla mente lo sfogo del governatore lombardo Fontana dello scorso settembre, quando affermò che "col ca... che vannaccizziamo la Lega": "La sua uscita - ribadisce Fontana - conferma quanto avevo già evidenziato: si trattava di un'anomalia.
Un partito politico non è un palcoscenico personale, ma una comunità fondata su lealtà, coerenza e rispetto della parola data". L'ordine di scuderia nella Lega è di "non perdere troppo tempo con chi tradisce e fugge, come accadde con Fini in passato".
In molti scaricano il generale, come la vicesegretaria Silvia Sardone: "Ce ne faremo una ragione. Nessuno è indispensabile nella Lega". Il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, accoglie la dipartita di Vannacci "con il sorriso".
Diversa, invece, la reazione del senatore Claudio Borghi: "Aggiungiamo pure questa delusione personale alle non poche che ho avuto nella mia vita professionale e politica. Pazienza".
La vicenda di Vannacci finisce per oscurare le proposte del consiglio federale della Lega per integrare il pacchetto sicurezza, a partire dalla norma "chi rompe paga" che prevede una cauzione per chi organizza una manifestazione.
In serata è lo stesso Salvini a escludere ogni alleanza con il futuro partito del generale: "Figuriamoci, per me la parola data è sacra" puntualizza il segretario che guarda avanti - "La Lega andrà avanti lo stesso e continuerà a crescere" - prima di chiudere con un'altra stoccata: "Ho letto un post di Renzi che è felicissimo. E quindi lascio giudicare a chi è a casa se Vannacci fa il bene della Lega o del centrodestra".