La variante Delta è già al 16%. Locatelli: possibili zone rosse "Fondamentale immunizzarsi"

Era già accaduto con la variante Alfa. La storia si sta ripetendo con la Delta, la cosiddetta "indiana", che l'Oms considera "la più trasmissibile delle varianti individuate" e che sta mettendo in allerta le autorità sanitarie di mezzo pianeta.

La variante Delta è già al 16%. Locatelli: possibili zone rosse "Fondamentale immunizzarsi"

Era già accaduto con la variante Alfa (l'ex inglese). Partita sottotraccia, come qualcosa che interessava solo il Regno Unito, è presto diventata prevalente anche in Italia (74,9%). La storia si sta ripetendo con la Delta, la cosiddetta «indiana», che l'Oms considera «la più trasmissibile delle varianti individuate» e che sta mettendo in allerta le autorità sanitarie di mezzo pianeta e ormai spaventa anche il nostro Paese, rischiando di rallentare il ritorno alla normalità.

Da un poco significante 4,25% di maggio, la Delta (e la sua sottovariante Kappa) a giugno è balzata al 16,8%. Le prime segnalazioni dei sequenziamenti effettuati nelle ultime settimane e monitorati dall'Iss sono tutt'altro che tranquillizzanti, anche se si tratta di dati non ancora consolidati. «Anche nel nostro Paese, come nel resto d'Europa, la variante Delta sta diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa», afferma Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss. «Diventerà dominante nel corso dell'estate», puntualizza il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro. Nel frattempo, nonostante un tasso di incidenza sceso ormai a 12 casi ogni 100mila e un Rt intorno allo 0,69, il ministero della Salute mette in guardia dall'aumento dei contagi associati alla Delta in una circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione, Gianni Rezza, e le Regioni alzano il livello di guardia. Al momento si tratta di casi rari, ma preoccupa l'aumento nella frequenza delle segnalazioni, in particolare di focolai. Nei casi in cui la variante è particolarmente diffusa il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, non esclude la creazione di zone rosse per arginarla. Come ci si può proteggere? Completando il ciclo vaccinale. «Ci sono evidenze - si legge infatti nella circolare di Rezza - che quanti hanno ricevuto solo la prima dose sono meno protetti contro l'infezione con la Delta, indipendentemente dal tipo di vaccino. Due dosi forniscono invece una protezione contro la variante Delta quasi equivalente a quella osservata contro la Alfa». L'importanza dell'immunizzazione completa viene ribadita anche dall'Ema. «La gente deve rendersi conto che il vaccino funziona molto bene, anche contro la Delta, ma dobbiamo essere certi che sia inoculata la seconda dose, fondamentale per evitare la diffusione», spiega il direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco, Emer Cooke.

I picchi di contagi che si stanno verificando in molti Paesi spaventano, ma per ora il ministro della Salute, Roberto Speranza, ritiene che le misure adottate siano sufficienti. «Abbiamo ripristinato la quarantena per la Gran Bretagna, rinnovato l'ordinanza in scadenza per l'India con il divieto d'ingresso. Ma non c'è dubbio che bisogna continuare a monitorare passo dopo passo. Questa variante diventerà dominante in tutta Europa e quindi anche in Italia», dice. Il premier Mario Draghi guarda ai nuovi sviluppi dell'epidemia e invita ad andare avanti con la campagna vaccinale, aumentando i tamponi e il sequenziamento e individuando rapidamente i focolai, per evitare quello che sta accadendo alla Gran Bretagna. «In un anno avremo pure imparato qualcosa», sostiene il presidente del Consiglio in videoconferenza stampa a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles. Stessa preoccupazione per la cancelliera tedesca, Angela Merkel: «Purtroppo non possiamo dire di essere diretti verso la fine della pandemia».

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