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Veltroni guarda al Colle e attacca i suoi

Sul Corriere non risparmia critiche alla sinistra: "Pensi al Paese anziché alle primarie"

Veltroni guarda al Colle e attacca i suoi
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Ci mancava solo il Veltroni rottamatore. Di stesso. Il teorico delle primarie le affonda. Un altro padre nobile del Partito democratico rimprovera i suoi nipoti. Walter Veltroni (foto), il più occidentale tra i leader della sinistra italiana, esegue le sue riflessioni sul Corriere della Sera. Si tiene ormai lontano dalle cose di palazzo, figurarsi da quelle di partito. Perché "Walter" gioca un altro campionato. Ormai appartiene alle riserve della Repubblica. In fondo ha fatto tutto all'infuori del presidente del Consiglio. Dunque osserva ma non partecipa al teatrino della politica.

L'unica competizione a cui vorrebbe prendere parte è la corsa per l'alto Colle. Ma da conoscitore delle dinamiche dell'arco costituzionale è consapevole che le incognite sono diverse. A partire dalla composizione del Parlamento che sarà ridisegnato dopo le elezioni politiche del 2027. Insomma, non succede ma se il campo largo dovesse vincere potrebbe comunque succedere

Generalmente Walter vola altissimo - tra politica estera, questioni sociali o al più letteratura dello sport. Editorialista di prima fascia di via Solferino, a volte appare negli studi televisivi per discettare sui grandi sistemi, le guerre, le democrature, i grandi del calcio, la nazionale del 1982, la Juventus di Platini. Questa volta è stato però costretto a rivolgersi agli ex compagni di partito. Il titolo del fondo di prima pagina dice già tutto: "La sinistra pensi al Paese". Iniziando a leggerlo ci si accorge che dopo un incipit tutto incentrato sull'attuale situazione del globo che "sembra scivolare verso l'abisso della guerra e l'incubo di una nuova recessione mondiale, l'Ucraina combatte per difendere la propria integrità dall'invasione russa, Gaza è rasa al suolo e la Cisgiordania rischia di essere annessa, le popolazioni di Iran e Libano vivono e muoiono sotto i bombardamenti, lo stretto di Hormuz condiziona la situazione energetica e finanziaria del mondo intero, il presidente degli Stati Uniti, senza falsa modestia, ritiene di essere Dio, ma un Dio cattivo che parla male del Papa ". E dopo un ulteriore passaggio sullo stato economico dell'Italia dove le famiglie hanno perso il potere di acquisto, i salari sono fermi, e dove imperversano l'insicurezza del Paese, il disagio dei giovani, i tagli alla sanità, la crisi di consensi di Trump, la vittoria europeista in Ungheria, sposta l'attenzione sul referendum vinto in Italia di larga misura dal fronte del No che assesta sì un colpo alla destra italiana ma non si traduce in un automatismo di vittoria alle politiche.

Insomma, Veltroni lancia un avvertimento agli ex compagni che trascorrono le giornate pensando già di essere a Palazzo Chigi. Eppure la tirata d'orecchie più forte arriva subito dopo. Come pensate di vincere, è il senso, se occupate il resto del vostro tempo a parlare di primarie? "Ma davvero la sinistra vuole discutere di questo, nella stagione cruciale che precede le prossime elezioni?".

Fa specie tutto questo detto da chi ha sempre considerato le primarie uno dei principi fondanti del centrosinistra di seconda generazione. In soldoni, Veltroni boccia le primarie di coalizione, quelle che portarono nel 2006 alla leadership del professor Prodi, dice no a chi invoca un nuovo papa straniero, una sorta di federatore in grado di tenere insieme tutti i petali dell'eterogenea coalizione.

Secondo l'ex segretario del Pd, la rotta è costruire un programma di coalizione "che sia cemento e guida dell'azione di un possibile governo a presentarsi uniti alle elezioni lasciando agli elettori la facoltà di scegliere, con il loro voto, il partito più forte della alleanza che esprimerà dunque la leadership di governo". Come dire, se ne riparla a urne chiuse. Chi arriva primo guiderà la coalizione.

È un modo veltroniano per tenere tutto insieme: Conte, Schlein, ipotesi di terzi o quarti candidati. Fate le primarie ma al primo e unico turno delle elezioni politiche. Nell'attesa Veltroni continuerà a stare nel mezzo. Sognando tra un editoriale sul Corriere e un'intervista su La7 l'alto Colle.

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