Cronache

Ventenne violentata dal "branco" di amici

La comitiva aveva passato la sera nei locali. Quattro gli stupratori, tra loro una ragazza

Ventenne violentata  dal "branco" di amici

La violenza più abietta da accettare è quella che proviene da un amico. È già assurdo per una donna dover sopportare l'idea di essere stata tradita da qualcuno che conosce e arriva a violare il suo corpo. Ma quando ad abusarne è addirittura un gruppo di amici, lo stupro diventa impossibile da dimenticare.

È quanto è accaduto a una ventenne. La ragazza è stata violentata da quattro persone, tra cui una ragazza. È accaduto sulle rive del Lago Maggiore. La vittima, che vive a Stresa, era in compagnia dei quattro coetanei, tutti residenti nei dintorni. Sulla vicenda emergono pochi particolari, perché vista la delicatezza della situazione gli inquirenti cercano di fare scudo per proteggere l'identità della ragazza. A occuparsi delle indagini sono i carabinieri del comando provinciale del Verbano-Cusio-Ossola e della stazione locale, che stanno cercando riscontri al racconto della ventenne.

Il fattaccio è avvenuto a fine giugno. Lei e i suoi amici avevano passato la serata in giro per locali del lago Maggiore. Niente di diverso dl solito, se non fosse per il fatto che i cinque, che hanno tra i 19 e i 25 anni d'età, avevano bevuto molto. Nonostante si fosse fatto tardi, nessuno aveva sonno e faceva molto caldo. Per questo avevano deciso di proseguire la nottata in riva al lago. La ventenne si fidava di loro e c'era con lei anche un'altra ragazza, con cui aveva molta confidenza. Ora chiamarla amica farebbe venire i brividi.

Su una spiaggia libera, lontano da occhi indiscreti, i quattro balordi, l'hanno violentata. Non si sa molto ma presumibilmente, come spesso accade in queste circostanze, la poveretta aveva bevuto troppo e non ha avuto la forza di divincolarsi dal branco. Ha chiesto aiuto, ha implorato tutti di non farle del male, ma è stato inutile. Quando è tornata a casa si è ripresa e ha avuto il coraggio di denunciare tutti. Non ricorderebbe molto dei fatti, ma sarebbe stata visitata in ospedale per accertamenti anche di carattere tossicologico. In caserma, poi, ha messo nero su bianco e ha dato il via alle indagini, che potrebbero portare presto a conseguenze penali per gli amici. I carabinieri hanno già bussato a casa dei quattro e li hanno ascoltati, sotto la supervisione del pm Olimpia Bossi. Ma al momento non ci sono persone ufficialmente indagate.

Purtroppo non la prima volta che gli stupri hanno come protagonisti conoscenti o amici della vittima. A Pasquetta a Roma una ragazzina era stata violentata da coetanei che aveva invitato a casa per passare la giornata di festa. Sempre un festino alcolico, a Reggio Emilia, sarebbe stato alla base della violenza perpetrata su una quindicenne da tre compagni di classe. Approfittando dello sciopero a scuola si erano ritrovati a casa di uno di loro. E quell'abitazione era diventata teatro dello stupro, come avevano dimostrato poi i messaggi scambiati dai ragazzini terrorizzati perchè l'amica non aveva tenuto la bocca chiusa.

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