La vera liberazione è l'autonomia

La vera liberazione è l'autonomia

Come già negli anni passati, il 25 aprile è sempre al cuore di aspre discussioni, ma se un tempo si trattava essenzialmente del contrasto tra le componenti democratiche e quelle comuniste della Resistenza (dato che le seconde avevano visto nella lotta all'occupazione nazi-fascista solo un primo passaggio verso l'instaurazione di un regime totalitario), oggi si aggiungono altri elementi.

In Veneto, in effetti, il 25 aprile è principalmente la festa di san Marco, protettore di Venezia e simbolo importante per tutta la comunità veneta. Ogni anno la piazza principale della città lagunare si riempie di bandiere con il leone e la devozione al santo si mescola con il ricordo dei molti secoli d'indipendenza. Quest'anno, però, ci sarà qualche elemento in più.

Nel corso della mattinata quanti reclamano il diritto dei veneti ad autogovernarsi si troveranno in campo Manin per una manifestazione che vedrà la partecipazione di alcuni congiunti di prigionieri politici ed esiliati catalani. Promossa da Asenblèa veneta, l'iniziativa vuole esprimere lo sdegno di molti per un regime politico, quello spagnolo, che non rispetta neppure le sue leggi: tanto che vari tribunali europei (dal Belgio alla Germania, al Regno Unito) si sono rifiutati di consegnare alle autorità spagnole Carles Puigdemont e gli altri esiliati. Per molti è inammissibile che un problema politico sia risolto in termini giudiziari.

Per giunta, il 28 aprile si vota in tutta la Spagna. Lo scontro è a tre (sinistra, destre nazionaliste, partiti regionalisti), ma è difficile che dalle urne esca una chiara maggioranza. Questo lascia pensare che la «crisi catalana» continuerà e che non basterà a pacificare gli animi la repressione in atto.

In Veneto si segue con attenzione quanto sta accadendo a Madrid e Barcellona perché le analogie sono significative. In fondo, il tema indipendentista s'è imposto con forza sulla scena della Catalogna a partire dal 2010, quando la corte costituzionale ha bocciato uno statuto d'autonomia che era stato votato dal parlamento. E molti in Veneto iniziano a pensare che se il governo giallo-verde di Salvini e di Di Maio continuerà a ignorare la richiesta dei veneti di gestirsi da sé, nessuno potrà stupirsi se il Veneto diventerà la Catalogna d'Italia.

Questo 25 aprile, in effetti, mostra quanto sia alta la sofferenza per un'autonomia negata. Non a caso a Vittorio Veneto, dove il giorno della Liberazione sarà presente il presidente Sergio Mattarella, nei giorni scorsi sono apparsi manifestini che invitano a boicottare la manifestazione ufficiale.

Roma disprezza il Veneto e ne ignora la storia. E se per ora i sondaggi attestano che la fiducia in Luca Zaia regge, il presidente della Regione è il primo a sapere che il tempo rischia di logorare anche lui. Con un governo amico a parole e che nei fatti è del tutto disinteressato ad allargare gli spazi di autogestione dei veneti, pure per lui possono annunciarsi tempi difficili.

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