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Il Viminale innalza il livello di allerta: protezione massima per 28mila obiettivi

Potenziata l'attività d'intelligence. Monitoraggio del web

Il Viminale innalza il livello di allerta: protezione massima per 28mila obiettivi
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Piazze piene, escalation alle porte. Le fiamme di Teheran rischiano di allungarsi anche in Italia, per questo ieri il Viminale ha deciso di innalzare il dispositivo di sicurezza su tutti i 28mila obiettivi sensibili nel nostro Paese. L'alert riguarda anche strutture operative di pronto intervento sul territorio. Non solo ambasciate, consolati e luoghi di culto come il Vaticano o il ghetto di Roma e il quartiere ebraico a Milano, ma anche stazioni, luoghi turistici e piazze potenzialmente nel mirino di potenziali terroristi, luoghi d'incontro e culturali come musei ed edifici di interesse storico-artistico, dalla Piazza del Palio di Siena fino alla Reggia di Caserta.

Nelle prossime settimane sono previste diverse manifestazioni, su tutte quelle "per la Pace" di Roma dove sono attesi anarchici, estremisti e autonomi da tutta Italia. Se n'è occupato ieri il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che ha visto i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence davanti al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (nella foto al centro) al Viminale.

Durante la riunione si è deciso di implementare gli incontri del Comitato strategico antiterrorismo (Casa), che si era già riunito sabato, poco dopo l'attacco a Teheran. L'obiettivo della nostra intelligence è prevenire gli attacchi di lupi solitari. Per questo è stata rafforzata l'attività di intelligence sul web, che già è servita per assicurare alla giustizia diversi personaggi che gravitano attorno al mondo del radicalismo islamico (anche molti minori, purtroppo) attraverso il monitoraggio sulla Rete di forum e canali social. "Il fenomeno del terrorismo legato al fondamentalismo islamico è un fenomeno molto complesso, perché agisce anche attraverso azioni dei singoli e quindi è un fenomeno sul quale non si può mai abbassare la guardia", è il ragionamento del premier Giorgia Meloni al Tg5.

Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani concordano nel dare "prioritaria sensibilità" agli obiettivi statunitensi e ai 205 luoghi israeliani attenzionati. Ma sono le piazze a preoccupare per il rischio infiltrazione. Nel mirino ci sono i sit-in in programma nei prossimi giorni, ufficialmente per esprimere solidarietà al popolo iraniano. Oggi alle 13 in un flash-mob a piazza Montecitorio i manifestanti che sperano in un Iran liberato dalla dittatura degli Ayatollah chiederanno alle parlamentari e ai parlamentari "di concedere il proprio patrocinio politico ai prigionieri politici arrestati in Iran dopo le ultime ondate di protesta".

Nel pomeriggio alle 18 a Roma in piazza Santi Apostoli il Comitato 7 Ottobre sfila a difesa di Israele (a cui hanno aderito diversi partiti), davanti all'ambasciata Usa di via Veneto ci sarà la contromanifestazione "contro l'aggressione imperialista" a Teheran a cui parteciperanno gli antagonisti. Alla stessa ora davanti al consolato degli Usa in zona Turati ci sarà una contromanifestazione della sinistra antagonista.

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