I suoi show sguaiati sul canale di Stato Rossiya 1, non sono altro che il più volgare megafono della più becera propaganda russa. Non a caso per le sue trasmissioni sull'annessione della Crimea nel 2014 è stato insignito da Putin in persona con una medaglia e un'onorificenza "per meriti per la madrepatria", insieme alla portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, colei che a più riprese ha preso di mira il nostro Paese con parole volgari e insulti diretti anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Vladimir Solvyov è così: sguaiato, volgare ed estremista. Da sempre. Ancor di più dall'inizio della guerra d'invasione in Ucraina. E con un particolare rapporto di odio e amore, diventato frustrazione, nei confronti del nostro Paese.
Solovyov, innamorato fino a poco fa dell'Italia da cui aveva ottenuto anche un certificato di residenza, aveva acquistato due ville sul lago di Como, del valore di circa 8 milioni di euro. Residenze principesche, che evidenziano la sua vicinanza e il suo rapporto strettissimo con il Cremlino. Più che un conduttore un oligarca, in rapporti personali con Vladimir Putin. Ma le residenze a cui teneva moltissimo gli sono state "congelate" dopo che il conduttore è stato sanzionato da Europa, Stati Uniti, Canada e Regno Unito per i suoi messaggi d'odio verso Kiev e chiunque la sostenesse, fino al punto di auspicare una guerra nucleare contro l'Occidente. Le stesse ville che gli hanno causato un doppio travaso di bile: non solo sequestrate ma nei mesi scorsi anche vandalizzate, con i soliti ignoti che hanno appiccato un incendio e scritto su un muro "killer", con la vernice rossa. Ma l'italiano, seppur maccheronico, lo mastica ancora, al punto da insultare la premier Meloni nella nostra lingua.
Classe 1963, tre matrimoni, otto figli, appassionato di arti marziali (si dice sia cintura nera ma non ci sono conferme), dal 2012 conduce la trasmissione "Serata con Vladimir Solovyov" su Russia-1 e anche "Polnyj Kontakt" (Full Contact), richiamando la sua passione per la lotta, spesso indossando una giacca con la falce e martello. Oltre alla medaglia ricevuta dal leader che idolatra e che lo ha ricoperto di rubli, ha ricevuto anche l'Ordine d'onore, l'Ordine dell'Amicizia, l'Ordine di Alexander Nevsky e la nomina a "Eroe della Repubblica popolare del Donbass". Del resto lui stesso si è definito "un terrorista" e più volte nel recente passato ha auspicato la distruzione della città ucraine e la morte di tutti i cittadini, negando (ovviamente) ogni strage compiuta dai russi, compresa quella di Bucha. Ha più volte promosso la mobilitazione di volontari per la guerra in Ucraina, salvo negare la possibilità che i suoi figli potessero andare al fronte. Le minacce sono la sua cifra stilistica. Ai leader occidentali, paragonati a più riprese a Hitler, e a tutti i Paesi che appoggiano l'Ucraina, auspicando l'utilizzo di armi nucleari per distruggere l'Occidente che considera un insieme di Stati "bastardi senza morale".
Da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, Solovyov ha ulteriormente alzato il tiro degli insulti e delle minacce, diventando il megafono del regime putiniano. Se non altro, potrà ragliare i suoi insulti solo da uno studio televisivo in Russia. Almeno per un bel pezzo non saremmo costretti a ospitarlo più nel nostro Paese.