Voli blu, nuovo assalto dei pm a Salvini

I giudici contestano 35 viaggi dell'ex ministro: «Usati per andare a fare comizi e in tv»

Che l'elemento sia acqua o aria, per Matteo Salvini se declinato in salsa giudiziaria diventa fuoco. Dopo l'autorizzazione a procedere per il caso della nave Gregoretti, ora sono gli aerei a trasformarsi in materia scottante e a causare nuovi grattacapi al leader leghista. Finito nel mirino per 35 voli di Stato compiuti quando era ministro dell'Interno, tra l'estate del 2018 e l'agosto dello scorso anno.

A occuparsi della questione, infatti, è il tribunale dei ministri di Roma, il cui collegio è presieduto da Maurizio Silvestri, che ha ricevuto le carte dalla Corte dei conti per il tramite della procura di Roma a dicembre scorso, procura che dopo aver ricevuto il fascicolo ha provveduto a indagare Salvini per abuso d'ufficio. Solo un atto dovuto, almeno fino a quando il collegio per i reati ministeriali del Tribunale di Roma non avrà accertato o escluso - le eventuali responsabilità dell'ex titolare del Viminale.

La novità, come ha scritto il Fatto Quotidiano, è che il presidente Silvestri (del collegio fanno parte anche Marcella Trovato e Chiara Gallo) ha scritto già da un mese abbondante - ai piani alti di Vigili del fuoco e Polizia chiedendo lumi sull'utilizzo dei loro velivoli per ospitare a bordo l'ex ministro e componenti del suo staff. Il sospetto, che motiva l'ipotesi di reato, è che Salvini abbia approfittato dei passaggi aerei per affiancare ai suoi impegni istituzionali comizi, eventi politici e attività squisitamente da leader leghista, non da ministro dell'Interno. Dei 35 decolli sotto la lente d'ingrandimento del tribunale dei ministri della Capitale, ventuno sono voli sul Piaggio P180, un bimotore turboelica nove posti (venti Salvini li ha fatti con un velivolo della polizia, uno con il P180 dei Vigili del fuoco) e 14 quelli effettuati a bordo di elicotteri della Polizia.

A ricostruire i voli di Stato salviniani e a sovrapporli agli impegni non istituzionali del leader del Carroccio in giro per l'Italia era stata Repubblica, ipotizzando che a margine di tagli del nastro in caserme o di trasferte per presenziare a conferenze stampa, Salvini abbia di fatto approfittato dei passaggi aerei per partecipare a comizi o per apparire in tv dalla D'Urso. L'ex titolare del Viminale ha sempre detto che tutti quei voli «erano per motivi di Stato, da ministro dell'Interno, per inaugurare caserme», aggiungendo polemicamente di non aver «mai fatto voli di Stato per andare in vacanza, quello lo fanno altri». E in un certo senso, la Corte dei conti gli aveva dato ragione, escludendo qualsiasi danno erariale, pur ritenendo illegittimo l'uso dei voli di Stato, riservati a meno di espressa autorizzazione solo al capo dello Stato, ai presidenti delle due camere, al premier e al presidente della Consulta. Per la magistratura contabile, però, quei voli sul piccolo Piaggio executive anche se «illegittimi» - erano comunque costati meno dei corrispondenti voli di linea.

Dunque la palla è passata alla procura e poi al Tribunale dei ministri. Su Facebook, Salvini sembra aspettarsi il peggio. «Pare stia arrivando un altro processo per abuso d'ufficio scrive il leader leghista - ormai faccio collezione come le figurine Panini. Io non ho paura perché male non fare paura non avere, confido nel giudizio della magistratura che è al 90% sana». Ma il caso potrebbe finire in archivio più che a processo, sia per il precedente della Corte dei conti sia perché dal Dipartimento di Pubblica sicurezza ritengono che quei voli siano tutti decollati secondo le regole. E inoltre il collegio del tribunale dei ministri di Roma, a novembre scorso, ha già chiuso una precedente grana di Salvini, archiviando l'indagine che lo vedeva indagato per abuso d'ufficio e rifiuto di atti d'ufficio per la vicenda della nave Alan Kurdi.

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Commenti

Brutio63

Ven, 21/02/2020 - 00:06

Toghe rosse all’assalto. È evidente che esiste la volontà di eliminare con l’uso distorto e strumentale della funzione giudiziaria! Stanno attuando quanto espresso nel recente convegno di Lampedusa, poca giustizia e molta politica con la toga e senza passare dal voto degli elettori italiani!