Volo d'oro con Benigni La Giannini è nei guai

La ministra, da rettore, pagò la trasferta all'attore. Uno sperpero da 16mila euro

Volo d'oro con Benigni La Giannini è nei guai

Può la gamba ingessata di un premio Oscar giustificare 16.400 euro di affitto per un jet privato Roma-Bruxelles? Per la procura della Corte dei conti sembra di no, anche se si tratta di Roberto Benigni che deve declamare Dante al parlamento europeo e se a usare i fondi pubblici è stata nel 2011 Stefania Giannini, allora rettore dell'università per stranieri di Perugia.

L'attuale ministro dell'Istruzione potrebbe dover rispondere di danno erariale in un processo contabile, sempre che non la risparmi la prescrizione imminente.

Prima di chiudere le indagini, iniziate a marzo dopo la segnalazione dei revisori dei conti dello stesso ateneo, il sostituto procuratore contabile Pasquale Principato ha notificato alla Giannini un invito a dedurre, le ha chiesto cioè la sua versione dei fatti.

Lei ha spiegato che il 9 novembre 2011 il programma dell'università per le celebrazioni dei 150 anni della Repubblica prevedeva un recital del comico sull'Inferno dantesco, per la divulgazione della lingua italiana di fronte ai parlamentari europei. Un evento istituzionale, dunque. Ha aggiunto che per mandare Benigni e 4 uomini dello staff a Bruxelles si doveva affittare il Falcon perché lui aveva la gamba ingessata. Motivazioni che appaiono deboli, considerato che ci sono modi molto meno dispendiosi per viaggiare con le stampelle e, senza considerare le poche decine di euro dei voli low cost, un aereo di linea con un po' di sforzo si trova sotto i 200 euro.

La Giannini, però, accettò la proposta del jet dell'agente del comico e firmò personalmente l'affitto dell'aereo, contro il parere del funzionario dell'ufficio acquisti. Il volo privato Ciampino-Bruxelles e ritorno con 10 posti disponibili, prevedeva 28 ore di trasferta.

L'allora rettore autorizzò anche spese connesse per 5 mila euro che fecero arrivare l'importo a 22 mila euro: volo di linea Roma-Bruxelles della Giannini (640,60 euro), trasferta per un giornalista (470,90 euro), trasferimenti dello staff di Benigni all'aeroporto di Ciampino (315 euro), notti in albergo per 7 persone e ristoranti.

Se si tratti di spreco ingiustificato e sia necessario proseguire con l'azione lo deciderà Principato, ex pm penale che viene descritto come molto pignolo e attento. Lo farà presto, entro pochi giorni, al massimo settimane e potrebbe scegliere la citazione in giudizio della Giannini e del direttore generale dell'università Antonella Bianconi, per arrivare all'udienza davanti alla sezione umbra della Corte.

Per l'evento in questione la Giannini ottenne dal ministero dell'Istruzione,che passava allora da Maria Stella Gelmini a Francesco Profumo, due finanziamenti destinati ad altro: 7.500 euro previsti per Eurostudent, lavoro di ricerca sui potenziali clienti (studenti) nel mondo e 10mila della quota di fondi Miur per la cooperazione tra le università.

Non è la prima volta che la Corte dei conti mette nei guai la Giannini: ha già una condanna in primo grado da 60mila euro del 2014 per un danno erariale da 420mila euro dovuto all'affitto di locali dell'università a un pub poi fallito. E in appello la procura chiede che la sanzione salga a 210mila.

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