Con l'autosospensione di Gianluca Rocchi, designatore capo della Can di serie A e serie B e del suo vice Gervasoni, si apre una inquietante crepa organizzativa sul finale del campionato. Da domani infatti bisognerà provvedere a designare i fischietti delle ultime giornate dei due tornei e in più l'arbitro della finale di coppa Italia (Lazio-Inter) fissata per il 13 maggio all'Olimpico di Roma. Chi provvederà alla bisogna? Per rispondere al quesito è prevista oggi a Roma la riunione d'urgenza del comitato nazionale dell'Aia (l'associazione nazionale degli arbitri) guidata dal vice-presidente Francesco Massini in assenza del presidente Antonio Zappi che è stato raggiunto da una inibizione di 13 mesi per un procedimento sportivo e ha fatto ricorso al collegio di garanzia del Coni chiamato a esprimere il verdetto di terzo e ultimo grado quindi definitivo nella giornata di domani martedì. La squadra di Rocchi, rimasta in carica, è adesso composta da quattro tesserati: Dino Tommasi (spesso delegato a rappresentare Rocchi nella trasmissione Open var di Dazn), Maurizio Ciampi (ex designatore della Lega Pro poi sostituito da Orsato a inizio stagione), più i due storici assistenti di Rocchi arbitro, e cioè Di Liberatore e Tonolini. Le soluzioni allo studio sono due: una interna (con la responsabilità affidata a uno dei quattro collaboratori di Rocchi, Ciampi il più quotato) e una esterna (e cioè la nomina di un commissario ad acta). E in quest'ultimo caso hanno preso a circolare i nomi di ex arbitri come Nicola Rizzoli e Roberto Rosetti attualmente designatore degli arbitri Uefa e realizzatore dell'operazione var.
Altro capitolo dell'indagine appena resa pubblica dal pm Ascione è riferito alla lettera-denuncia dell'assistente Rocca che diede vita all'indagine del procuratore Chinè con successiva archiviazione. Secondo il procuratore stesso che parla di "ricostruzioni fantasiose sull'inchiesta arbitri", si trattò di una inchiesta approfondita avendo avuto a disposizione anche il filmato che è stato poi mostrato all'arbitro Paterna con la bussata alla vetrata e che fece cambiare orientamento alla sala var (dove c'era anche Sozza come avar) grazie all'interrogativo ricostruito dal labiale ("è rigore?"). Chi bussò alla vetrata? Dalle testimonianze ascoltate da Chinè non è uscita nessuna indicazione, di qui l'archiviazione controfirmata dal procuratore generale dello sport Taucer che poi alla luce degli sviluppi milanesi ha suggerito a Chinè di richiedere gli atti al magistrato. Per la stessa risposta data all'investigatore sportivo, sul fronte penale il pm Ascione ha invece interrotto l'interrogatorio di Paterna come testimone per trasformarlo in indagato per falsa testimonianza. L'aspetto infine più sensibile dal punto di vista della giustizia calcistica è puntato sulle designazioni della semifinale di ritorno della coppa Italia finita con 3 settimane di anticipo su Doveri per schermare lo stesso arbitro romano quale candidato alla finalissima poi diretta da Mariani. Sul punto è spuntata la seguente obiezione: se Doveri era ritenuto non gradito per la finale di coppa Italia come mai tre giorni dopo viene designato per Parma-Inter? Qui ci sono da sciogliere due nodi: 1) nell'inchiesta penale non c'è alcun riferimento a partite o risultati combinati; 2) la designazione di Doveri per Parma-Inter di campionato, comunicata ufficialmente giovedì 3 aprile, era stata sicuramente decisa prima di mercoledì 2 aprile (ore 21), giorno della semifinale di andata di coppa Italia.
Tutto questo scenario non fa altro che avvicinare l'ipotesi del commissario. Ricordiamo infine che solo il Coni, per la legge, può commissariare la Figc e la nomina, storicamente, è stata riservata sempre o al presidente del Coni o al segretario generale.