Il weekend della Fase 2. Italiani tra mare e monti ma in "libertà vigilata"

Città e spiagge affollate. Appello dei sindaci: "Non costringeteci a usare le maniere forti"

Il weekend della Fase 2. Italiani tra mare e monti ma in "libertà vigilata"

Dopo questa prima settimana di semi-riapertura, abbiamo capito che ci attende un'estate umiliante. Sarà infatti la stagione delle «paternali». Le avvisaglie non mancano. Qualsiasi sarà la meta (mare, montagna, laghi, pianura, collina, ma anche solo il bar sotto casa), verremo infatti aspramente redarguiti o multati. «A prescindere», come diceva Totò. Ci sarà sempre qualcuno (dal premier Conte in giù, fino all'ultimo degli addetti alla distribuzione dei «ticket di accesso» davanti ai supermerket) pronto a dirti: «Tu qui non ci puoi stare»; «Perché hai la mascherina penzoloni?»; «I guanti te li sei scordati?» e via rimproverando.

Tutti ci trasformeremo - e in parte già lo siamo - in pattuglie che ricordano un po' (si scherza) la «polizia morale» iraniana, pronta a fustigare seduta stante le donne a passeggio con abiti contrari alla moda, non propriamente prêt-à-porter, degli Ayatollah.

Nelle ultime 48 l'indignazione dei sindaci sta dilagando. E sembrano rinverdirsi i fasti delle sfuriate del lockdown, quando eravamo agli arresti domiciliari; ora, grazie all'amnistia «concessa» dal sovrano, siamo passati alla libertà vigilata.

L'altroieri il primo cittadino di Milano, Giuseppe Sala, si è dichiarato «socialmente incazzato»: forse perché l'«incazzatura» è avvenuta via «social»? Fatto sta che Sala - vecchio «spritzista» dei Navigli - ha detto di «vergognarsi» ai giovani «spritzisti» della Darsena. Ieri comunque, grazie all'«intervento in massa della polizia municipale», la situazione è tornata normale. E pure il sindaco si è dato una calmata. Fino alla prossima sfuriata. Questione di giorni.

Quando infatti, a breve, riapriranno anche i bar, gli «assembramenti» torneranno alla grande. E che dire dei «trasgressori» di Pescara, Bari, Mondello additati ieri a «cattivi esempi» dai loro sindaci? Grave l'accusa: aver fatto il bagno (attività lecita, in quanto nuotare è considerata dall'ultimo dpcm «pratica sportiva»), ma poi essersi stesi sulla spiaggia a prendere il sole (attività illecita, in quanto la tintarella non è considerata dal medesimo dpcm «ragione urgente o necessaria»).

Ma guai a buttarla sul ridere con i superburocrati del Viminale. Da dove tengono, orgogliosamente, a precisare che «per gestire al meglio e in sicurezza il primo weekend della fase 2, sono stati rimodulati e intensificati i servizi di controllo per evitare assembramenti, viaggi al mare o spostamenti verso le seconde case, anche fuori dalla propria regione». E poi: «Ovunque saranno sorvegliati spiagge, parchi e le direttrici verso le fughe-lampo dei fine settimana, al mare, in campagna, in montagna o verso i laghi. Rafforzati inoltre i controlli anti-assembramento in parchi e ville storiche molto frequentati da runner, bambini e famiglie (tutte categorie notoriamente pericolose ndr) che li hanno scelti per una passeggiata o una pedalata all'aria aperta».

Con la legge non si scherza. Da lunedì scorso, quando è scattata la fase 2, sono stati effettuati oltre un milione di controlli alle persone (1.043.488 sulle persone e 401.412 sugli esercizi commerciali). Denunciate (a piede libero, si spera) 27 persone per «false dichiarazioni» e 4 per aver «violato la quarantena» (a questi ultimi, oltre alla multa, non sarebbe stato male un calcio nel sedere).

Infine, le «attività commerciali»: ispezionati 67mila esercizi, con 130 sanzioni e 43 provvedimenti di chiusura. Così imparano...

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