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Zingaretti dà ordini a Conte. "Coinvolgere l'opposizione"

Il leader Pd: "Buona la proposta di scrivere insieme la legge di bilancio". Il premier isolato rassicura su Natale

Zingaretti dà ordini a Conte. "Coinvolgere l'opposizione"

E ora basta, non si può governare a colpi di decreto: «Tutte le opposizioni - scandisce - devono essere coinvolte». Non è un pugno sul tavolo, forse nemmeno un ultimatum, viste le caratteristiche del personaggio e della situazione politica generale, ma insomma, adesso persino il mansueto Nicola Zingaretti comincia a farsi sentire: caro Conte, è giunto il momento di cambiare linea. «Silvio Berlusconi, chiedendo di scrivere insieme la legge di bilancio, ha fatto una buona proposta che va accolta. Siamo in una fase straordinaria, maggioranza e centrodestra collaborino, si diano da fare insieme per il Paese». Che significa, imbarcare Forza Italia? No, spiega il segretario del Pd al Tg3, o comunque non ancora. «Ognuno mantenga il suo ruolo e le sue idee, però a questo punto il confronto e necessario. Bisogna cimentarsi nella differenza delle posizioni per il bene dell'Italia».

Due i punti sui quali Zingaretti vuole far partire il dialogo con il Cav. «Fermare la curva del virus e costruire un modello di sviluppo che crei lavoro e benessere. Su questa grande sfida ognuno è chiamato a dire la sua. Dobbiamo offrire sicurezza ai cittadini». E Forza Italia raccoglie l'apertura. «Però deve essere una vera collaborazione istituzionale - spiega Antonio Tajani - non un semplice confronto attorno a un tavolo. Non bastano appelli formali di Palazzo Chigi, serve sostanza. La manovra va scritta insieme con un doppio relatore». Si tratta. Resta da capire che faranno Lega e FdI.

Giuseppe Conte sembra spiazzato dalla mossa del Nazareno. In mattinata riceve Arcuri e gli affida pure il dossier vaccini. Poi presiede un vertice di coalizione dove misura la crescente insofferenza del Pd, che vorrebbe accelerare la stretta.

Il caso Campania, che non si riesce a trasformare in Regione rossa, diventa motivo di scontro. «Siamo lo Stato, se ci sono criticità nelle strutture sanitarie dobbiamo dare un segnale a Napoli», dice Conte durante l'incontro. Al dunque però prende tempo, vuole aspettare i dati di venerdì. E si attarda sul sentiero delle promesse.

Ancora non ha chiuso e già pensa a riaprire. «Il nostro obbiettivo è un Natale dove non si mortifichino né i consumi né gli affetti», assicura. Ancora non ha deciso se proseguire con il semaforo, passare al lockdown leggero o sbarrare tutto da domenica, e già garantisce altri soldi per gli italiani: «Siamo pronti per aumentare i ristori alle categorie colpite, anche nel 2021». Ancora non si vede il plateau, perché i morti aumentano, le terapie intensive su affollano e gli ospedali annaspano: e lui assicura che entro l'anno «predisporremo il piano nazionale per i vaccini». Un mese fa aveva promesso il vaccino, non il piano, ma non fa niente, quello che conta è l'effetto annuncio, la diffusione di speranza in dosi massicce. La linea oscilla, il governo cambia idea ogni minuto? No, giura Giuseppe Conte, «abbiamo una strategia». Eccola, buon Natale a tutti. «Non possiamo immaginare feste e pranzi affollati», ma abbacchio e baccalà sono salvi.

C'è uno straniante senso di scollamento tra le parole del premier - le ultime in un'intervista alla Stampa - e la realtà delle cose, tra lo spargimento pubblico di ottimismo e la difficoltà di Palazzo Chigi, sempre più isolato, nel fronteggiare la pandemia. Cosi ci prova Zingaretti a riportarlo con i piedi in terra. Basta liti e strappi, è giunto il momento di condividere. La prima risposta però non è incoraggiante. «Ho già offerto - dice alla Stampa - al centrodestra un tavolo di confronto, che rimane aperto è disponibile. Ma accettare il dialogo non significa diventare corresponsabili delle scelte che il governo è chiamato a prendere».

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