Il pop cambia immagine Da Arisa a Beth Ditto il talento batte le curve

Milano Allora fateci caso: il pop ha perso il look. S’intende, il pop femminile. E il look è quello patinato, ossessivo, perfetto della maggioranza delle ragazze che hanno occupato le classifiche negli ultimi dieci anni. Rihanna, per dire. O Pussycat Dolls. O Kylie Minogue. Guai alle rughe, occhio al peso e vai con photoshop. Roba da compiacere i maschi, naturalmente, e da caricare di sensi di colpa le ragazze, tutte mostruosamente impegnate, come recitava un sondaggio inglese, ad avere il girovita di Beyoncé. Detto tra noi: in fotografia è così stretto da risultare anatomicamente impossibile a meno di smanettare sul computer o di costringerla in ipossia per due ore.
Adesso la musica è cambiata, ormai la dittatura del look è diventata una democrazia. E il talento è tornato ad avere un posto al governo. D’accordo, mica del tutto: il pop è pur sempre glamour e il glamour è anche bellezza, manifestazione orgogliosa e maliziosa di gambe, scollature e tutto il resto finché non viene a noia. Però i segnali di una inversione di marcia ci sono, eccome. E forse se ne rallegra pure Proust, che chiedeva di lasciare le belle donne solo agli uomini senza fantasia. Insomma, primo esempio, recentissimo: la cantante più celebrata della nuova edizione di X Factor è Chiara Ranieri, 21 anni, decisamente sovrappeso, per nulla curata, il trucco figurarsi. E quando impugna il microfono esibisce persino le unghie rosicchiate, altro che manicure. Morgan, che è il suo caposquadra, ha confermato che «non è certo Wynona Rider» prima di aggiungere la sua solita morganata: «L’estetica non ha logica e la logica non ha estetica». Ma sul web sono tutti pazzi per lei e molti già la indicano come vincitrice in pectore solo per una caratteristica, peraltro la più importante: sa cantare bene, la sua voce esce dal cuore ed è piena di vita, non di smancerie.
E poi pensate ad Arisa, sarà mica una top model. È spuntata all’ultimo Festival di Sanremo, ha fatto il botto nelle classifiche e ha venduto più di cinquantamila copie del suo disco, che è grasso che cola coi tempi che corrono. E soprattutto è diventata un simbolo, le riviste femminili l’hanno gioiosamente intervistata e i suoi occhiali sono stati i più imitati dell’anno persino dagli uomini. Segno che la sua voce così candida ha battuto il resto convincendo tutti tranne chi pensa che una canzone si veda e non si ascolti, che il look conti di più della melodia e quindi avanti con il botulino. D’altronde il cafonal del pop è senza limiti, basti vedere Mariah Carey che ha sbianchettato i lineamenti, speso 150mila dollari (fonte National Enquirer) e ora ha fianchi, naso e seno nuovi di zecca e cosce che nemmeno un’adolescente. Però il suo nuovo singolo è stato un flop da paura e il disco rinviato a chissà quando. Invece la 48enne Susan Boyle si sta fregando le mani. Dopo essere apparsa in primavera a Britain’s got talent, una specie di Corrida inglese, ha ammesso candidamente di essere «brutta come un garage» e, guardandola, nessuno le ha dato torto. Ma il pubblico è impazzito per la sua voce, onestamente colorata e profonda, capace di ciò che a un’artista dovrebbe riuscire sempre: far dimenticare tutto il resto. E il suo primo album, che è stato anticipato dalla cover dei Rolling Stones Wild horses e uscirà il 23 novembre, è già prenotatissimo. Per capirci: molto più prenotato di quelli di tante altre che vivono sulle copertine ma poi finiscono in fondo alla classifica. Idem per Beth Ditto dei Gossip (concerto all’Alcatraz di Milano il 23 novembre). Avete presente Scarlett Johansson, che tra l’altro ha appena pubblicato un disco? Bene, il contrario. Beth Ditto sfiora i cento chili, è pettinata da rugbista, nell’abbigliamento ha lo stesso gusto di Platinette e, di solito, quando parla sembra Thomas Milian nel Monnezza. Però ha una voce che te la ricordi e il suo Heavy cross (dal cd Music for men) è stato uno dei brani dell’estate. Insomma, oltre alle pop model c’è di più e forse, nell’asfissiante rimestamento estetico gossiparo, torna sotto i riflettori l’unica bellezza che non ha bisogno di lifting: il talento.

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