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Il porticciolo è già in rosso

Da gioiellino del golfo arenzanese a buco nero senza fondo, almeno finanziariamente parlando. È la storia del porto turistico di Arenzano, una manciata di banchine con 200 posti barca, due ristoranti e qualche bar, tutti alla disperata ricerca di una nuova età d'oro, visto quella di ferro arrugginito che attualmente attraversano. E magari anche di un gestore che sappia far fruttare le risorse. Una ricerca che fino ad oggi è caduta nel vuoto e ora, la Porto S.p.a., società partecipata al 51 per cento dal Comune di Arenzano, si trova in bilancio un passivo, accumulato nell'ultimo biennio, che sfiora il milione di euro.
Locali in crisi, posti barca invenduti e una marina che stenta a decollare: queste le cause che hanno portato ad una crisi di proporzioni rilevanti. Il rischio ora è che, a dover mettere mano al portafoglio, sia proprio il Comune, l'unico a poter salvare la situazione in corner. Il livello di guardia è alto e la preoccupazione è arrivata anche in consiglio comunale dove Paolo Cenedesi (Lega Nord) capogruppo della Casa delle Libertà, ha denunciato, tra le espressioni di sentimenti, lo scarso interesse del socio di maggioranza, il comune stesso, nei confronti delle vicende del porto dei problemi in bilancio.
Se non bastasse infatti il passivo accumulato, a questo va aggiunto anche un indebitamento bancario che si aggira sui 10 milioni di euro. Una falla dovuta in parte agli investimenti per ristrutturare il porto e in parte all'acquisto di un terreno vicino, quello delle cosiddette Fornaci. «Ci ricordiamo quando in consiglio si parlava dell'acquisto dell'area Fornaci come di un affare - s'infervora la minoranza - ora siamo qui ad ammettere l'errore».
«Il porticciolo - ribadisce Alessandro Sintoni, lista Uniti per il rinnovamento - deve camminare con le sue gambe». «L'invenduto quanto ai posti barca - spiega Cenedesi - è del 20 per cento: bisogna ripensare il target di utenza e soprattutto serve una maggiore presenza della Giunta nel consiglio di amministrazione che deve comportarsi come un socio di maggioranza vero, proteggere gli interessi collettivi e non perdere altri soldi». Il problema riguarda anche l'attrattiva turistica sull'area, che risulta piuttosto scarsa. Pochissime le manifestazioni indette dal Comune per attirare cittadini nel porto, l'area viene percepita come estranea rispetto al resto della cittadina. «La passeggiata - fa eco Matteo Rossi, di Sinistra e Libertà - per come è stata concepita non invita ad entrare e percorrere l'area». Dal canto suo il sindaco Luigi Gambino riconosce il rischio che sia il comune a doversi fare carico dei debiti pur senza disconoscere l'importanza del porto per Arenzano.

«C'è una bella struttura, c'è una bella spiaggia - conclude Gambino - l'area va difesa». Tutti d'accordo in maggioranza. A dissentire sottovoce solo qualche cittadino tra il pubblico che ironizza a fondo sala: «Certo, tanto la difesa la offriamo noi!».

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