Un post sui social di Ronaldo? Assorbe energia come 10 famiglie

Dalla ricerca è emerso che un selfie del campione postato su Instagram, visualizzato e commentato da decine di milioni di utenti, assorbe mediamente 36 megawatt ora

Un post sui social di Ronaldo? Assorbe energia come 10 famiglie

Quasi 280 milioni di follower su Instagram, 150 milioni su Facebook e un'infinità di altri fan su Twitter e piattaforme simili. Con questi numeri da record l'attaccante della Juventus Cristiano Ronaldo è universalmente considerato il re dei social (seconda in classifica la cantante Ariana Grande). Ma anche dei consumi energetici legati al mondo digitale. A scoprirlo è stato un recente studio condotto in Gran Bretagna. Dalla ricerca è emerso che un selfie del campione postato su Instagram, visualizzato e commentato da decine di milioni di utenti, assorbe mediamente 36 megawatt ora: l'equivalente del consumo annuale su internet di dieci famiglie del Regno Unito. Un dato che è valso ai social e in generale al digitale l'accusa di scarsa sostenibilità ambientale.

Per fare chiarezza sul tema è nato CodeCarbon, un programma gratuito sviluppato nel Montreal institute for learning algorithms in grado di stimare l'impatto del web sull'ambiente. Emerge che il web è diventato la quarta nazione del mondo in fatto di emissioni di CO2 con circa un miliardo 850 milioni di tonnellate cubiche ogni anno. L'universo digitale inquina più dell'intero Giappone ed è preceduto solo da Cina, Stati Uniti e India. A pesare in assoluto di più sono i computer, fissi o portatili, così come gli schermi che assorbono circa il 40% dei consumi totali. Seguono server e data center, che valgono un altro 30%. Secondo la Lancaster University, considerando tutti i gadget digitali utilizzati ogni giorno sul pianeta e aggiungendo internet, si arriva al 3,7% delle emissioni di gas serra nell'atmosfera.

Perché qualunque azione in Rete, o qualunque dispositivo hi-tech hanno conseguenze dirette dal punto di vista ambientale. Ogni sms inviato genera 0,014 grammi di CO2. La Bbc ha stimato invece che un tweet abbia un'impronta di 0,2 grammi, mentre l'invio di un messaggio tramite un'app di messaggistica come WhatsApp o Messenger produrrebbe una quantità di carbonio leggermente inferiore a quattro grammi. La stessa quantità di CO2 generata da ogni email inviata. Che però può arrivare a 50 grammi se la missiva contiene allegati molto pesanti.

Quanto a Facebook, in assoluto il social network più utilizzato con oltre due miliardi e mezzo di utenti attivi ogni mese, le emissioni raggiungono quota 299 grammi di CO2 l'anno per ogni iscritto. E poi ci sono le telefonate: l'impronta di carbonio di una chiamata da un minuto è di poco superiore a quella di un sms, mentre quella di una videochiamata è molto più alta. Uno studio condotto nel 2012 ha stimato che una riunione di cinque ore in videoconferenza tra partecipanti di diversi Paesi produrrebbe fra i 4 e i 215 chili di CO2. Senza contare (vedi l'articolo in queste pagine) gli apparecchi connessi al web che non vengono mai spenti.

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