La postina che fece pedalare Gimondi

Quando cento anni fa il Tour de France affrontò per la prima volta il terribile Tourmalet, lei aveva 21 giorni. Fece notizia prima di suo figlio: una delle prime postine della Repubblica, tanto da mandare su tutte le furie il parroco di Sedrina, il quale non tollerava una donna postina, men che meno in bicicletta. Quella donna che fece notizia in un piccolo paesino della Val Brembana nella Bergamasca, balzò poi agli onori delle cronache per aver messo in bicicletta suo figlio: Felice Gimondi. Oggi la mamma di Felice, la signora Angela Salvi, torna d’attualità, perché taglia il traguardo dei 100 anni. «L’abbiamo festeggiata domenica scorsa, nella casa di riposo Santa Maria a Laxolo ­ racconta Felice -. Sta bene, ed è lucida e tosta come poche». Nata a Sedrina il 30 giugno del 1910, Angela è la prima di 5 fratelli. Perde il papà in guerra quando ha appena 7 anni. «Mamma ha dovuto iniziare a lavorare presto, a 12 anni, in una manifattura di Zogno ­ racconta Felice -. Ed è in quel periodo, durante la pausa pranzo, che impara ad andare in bicicletta prendendo in prestito la bici di un fattorino. Dopo qualche anno diventa la postina di Sedrina».
Mamma Angela è una brava postina, ma è anche una brava mamma. A 27 anni sposa Mosé, e dalla loro unione nascono Giuseppe, Felice ed Ezio. «È grazie alla mamma che sono diventato un ciclista ­ racconta il vincitore di un Tour e di tre Giri d’Italia -. A soli 5 anni le rubavo la bici. Era una Wolsit beige da donna. Quante ne ho prese per quelle bravate... Poi, a 10 anni arriva una Ardita di color rosso, tutta mia. È la svolta. La mia vita è tutta bicicletta e lettere, lettere e bicicletta: prima postino supplente, poi effettivo. Le consegne nelle frazioni più tortuose e difficili la mamma le affida a me. Fino a quando non ho vinto il Tour...». Oggi mamma Angela taglia un traguardo importante: quello dei cento anni. Quanti il Tourmalet.

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