C'è un film, Il mago del Cremlino - Le origini di Putin di Olivier Assayas, che lascia davvero sconcertati. Ci dice una verità che forse non vogliamo ascoltare. Vladimir Putin non è diverso, nella sua essenza, dai politici occidentali. Anche Putin è il prodotto di un attento lavoro di marketing. La sua carriera segue anche una sceneggiatura scritta da quei consiglieri che oggi si chiamano spin doctor. La politica è commedia dell'arte e la persuasione un gioco che segue le regole della propaganda. Putin rivende nazionalismo, orgoglio antioccidentale e il mito della grande Madre russa. Trump vende isolazionismo, protezionismo, sicurezza. Eppure è un uomo (anche) di spettacolo proprio come Putin, impassibile all'apparenza. Il mago del Cremlino, tratto da un romanzo (edito in Italia da Mondadori) di Giuliano da Empoli, sarebbe Vadim Baranov, interpretato da Paul Dano. Artista d'avanguardia, produttore di reality show e infine consigliere ufficioso di un ex agente del Kgb destinato a conquistare il potere assoluto: Vladimir Putin, lo Zar in erba. A interpretare l'autocrate è Jude Law: poco somigliante ma credibile. Con economia di gesti, Law emana il carisma di Putin, che risiede nella sua maschera gelida e imperturbabile.
Nella corsa verso il potere assoluto, Putin e il fido Baranov attraversano il grottesco del teatro d'avanguardia, il cinismo televisivo e il gusto kitsch di una sontuosa cerimonia popolare in mondovisione. Il "dopo" è molto diverso. I simboli della avvenuta conquista sono i silenzi, i tavoli lunghi quindici metri, i corridoi infiniti, le attese inflitte agli ospiti, le salette con moquette spenta, le auto nere impenetrabili allo sguardo.
Per adattare il romanzo, Assayas si è rivolto allo scrittore Emmanuel Carrère. In fase di sceneggiatura, regista e scrittore hanno cercato di attenersi il più possibile all'opera originale. Baranov è lo pseudonimo dell'ex-consigliere di Putin Vladislav Surkov, brevemente interpellato durante la preparazione delle riprese. Il film uscirà nelle sale italiane il 12 febbraio con 01 Distribution. Il mago del Cremlino era stato presentato in anteprima mondiale nel Concorso alla 82esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dove aveva ottenuto un discreto successo. Rispetto al libro, il film asciuga la biografia e spinge sul lato meccanico della propaganda: target, timing, caduta controllata degli scandali.
Assayas dice apertamente allo spettatore: non cercate la "vera" storia di Putin, perché il punto è come le storie sono rese credibili, esportabili, commerciabili. E questo non vale solo per Putin. Vale anche per i suoi avversari.