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precisazione

Scrivo in nome e per conto del Dott. Gabriele Moratti, quale suo difensore nel procedimento civile di opposizione a decreto ingiuntivo pendente avanti il Tribunale di Milano, promosso dal mio assistito nei confronti della società Brera 30 Srl.
Scrivo in riferimento all’articolo pubblicato in data 9 luglio dal Vostro giornale dal titolo «Moratti jr si fa la mega-dimora ma non vuol saldare il conto» a firma del sig. Luca Fazzo, al solo fine, questo sì, di interesse pubblico, di chiarire i contenuti ivi esposti, tutti destituiti di qualsiasi fondamento, gravemente diffamatori ed in violazione della vigente normativa in materia di tutela della privacy, sia rispetto al mio assistito che ai suoi familiari in tale ambito indebitamente citati.
Preciso, prima di tutto, che alcun contenzioso esiste tra il mio assistito e la società Hi-Lite o, tanto meno, esiste alcun atto giudiziale di parte o d’Ufficio ove tale Vs. ricostruzione trovi fondamento. La vertenza in essere tra le parti ha ad oggetto il grave inadempimento contrattuale posto in essere dalla società Brera 30 Srl di Milano nella realizzazione di impianti speciali di domotica.
Non vi è ad oggi alcuna sentenza di alcun Giudice che abbia statuito la debenza di somma alcuna alla società Brera 30 Srl da parte del Dott. Gabriele Moratti; il decreto ingiuntivo è infatti un provvedimento sommario e di carattere provvisorio il cui contenuto di imperio è lungi dal venire, essendo rimesso all’accertamento del Giudice adito nel predetto giudizio di opposizione.
In altri termini, la società Brera 30 Srl ha lavorato male, ha preteso illegittimamente dei pagamenti, ha taciuto fatti rilevanti in sede monitoria (di ricorso per decreto ingiuntivo), il Dott. Gabriele Moratti ha legittimamente bloccato i pagamenti e solo il Giudice dell’opposizione, nel giudizio promosso da questi, dirà chi ha ragione.
Parimenti destituito di qualsiasi fondamento è quanto affermato nel medesimo articolo circa asserite irregolarità di tipo urbanistico nell’immobile di proprietà del mio assistito, nel quale i lavori dallo stesso commissionati non si sono ancora conclusi e, conseguentemente, non è stata ancora depositata la prevista corrispondente dichiarazione di fine lavori da parte del direttore degli stessi. Solo l’uso difforme dalla destinazione originaria determina l’eventuale abuso: ad oggi nulla di tutto questo si è verificato. Appare evidente come la presunta notizia da Voi pubblicata, in realtà non sia tale.

A Gabriele Moratti sono stati pignorati conto corrente, titoli e un quinto dello stipendio su richiesta della ditta che aveva eseguito i lavori a casa sua e che lui non ha pagato. Questo ho scritto, e l’avvocato non lo smentisce. Dei ricorsi, poi, si occuperanno i giudici.

Quanto alla trasformazione di un laboratorio in una casa di lusso, l’avvocato ammette che «l’uso difforme della destinazione originaria determina l’abuso»: e molti inquilini di via Ajraghi possono testimoniare che Moratti junior sta già utilizzando i locali come propria (confortevole) abitazione.
lf

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