Il presidente dj lancia la «vita spericolata»

RomaIn realtà quel brano lo hanno scelto loro, Pierluigi Diaco e Giorgia Meloni. Ma Berlusconi, di ottimo umore ai microfoni di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica condotta dal giovane ministro della Garbatella, apprezza decisamente: «A tutte le ragazze e ai ragazzi, un cult di Vasco Rossi. Il titolo lo conoscete bene, ecco a voi: Vitaaa spericolataaa». Diaco e Meloni giù a ridere mentre partono le prime note del successo di Vasco, album Bollicine, anno 1983: Voglio una vita maleducata/di quelle vite fatte cosìììì. Diaco stuzzica: «Presidente, è perfetta per lei». Berlusconi scherza volentieri: «Per il passato e il presente va bene; per il futuro spero di no, augurandomi una vita un po’ più tranquilla». Chissà, forse pensava ai versi: Voglio una vita che non è mai tardi/di quelle che non dormi mai/voglio una vita/la voglio piena di guai.
Dopo il presidente operaio, imprenditore, ferroviere e chansonnier ecco il presidente dj che non si tira indietro nel lanciare il disco prescelto, manco fosse Claudio Cecchetto. Ammette ai radioascoltatori e alla coppia Meloni-Diaco che «in fatto di musica sono rimasto un po’ indietro ma mi fido di voi e la canzone che avete scelto mi va benissimo». Forse ne avrebbe scelta un’altra, magari My way di Frank Sinatra con quel passaggio che calza a pennello: I ate it up and spit it out/I faced it all/and I stood tall/And did it my way («Ho mangiato e poi sputato/Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi/E l’ho fatto alla mia maniera»). Ma tant’è, e poi in fondo anche il Voglio una vita come Steve McQueen non è mica da buttare.
Tutt’altra musica quando si parla di politica, con la Meloni a fare la giornalista: «Presidente, qual è stata per te l’emozione più grande e il più grande rimpianto?». «Non ho rimpianti - risponde secco il premier -. Non pensavamo di fare così tanto e bene. Sono orgoglioso di quanto fatto a Napoli e in Campania per i rifiuti; per il terremoto in Abruzzo con le case che saranno consegnate a tempo di record, a novembre; per il G8 all’Aquila». Poi un’ammissione, su un successo tutto personale: «Sono fiero di esser stato determinante nel far riprendere i rapporti tra gli Usa e la Federazione russa, confermati nel riavvio del vertice Nato più uno». Sciorina i risultati del governo, il Cavaliere, assicurando che «gli italiani ci danno il loro supporto con un’adesione pari al 68,4% perché siamo il governo dei fatti». Molti gli obiettivi centrati, altrettanti quelli da raggiungere, di cui uno sta particolarmente a cuore a Berlusconi: «Costruiremo delle new town vicino ad ogni capoluogo di provincia. Questo darebbe ai giovani appartamenti a costi contenuti grazie a un accordo con le banche per cui si dovrebbero pagare rate mensili inferiori ai canoni di locazione del mercato». Diaco lo incalza: «Niente vacanze?». Il Cavaliere ammette qualche acciacco al collo: «Mi devo curare col cortisone» ma assicura: «Andrò all’Aquila tutte le settimane». Una vita spericolata la sua.

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