Il presidente scelto da Penati gela la sinistra

Gianandrea Zagato

Sono per il partito delle strade. Sì, voglio fare l’asfalto. Se c’era bisogno di staccare solo le cedole, be’ bastava rivolgersi ad altri». L’assessore provinciale verde Pietro Mezzi impallidisce e con lui gli altri rappresentanti ambientalisti. Anche i consiglieri di Rifondazione sembrano choccati. Roba da non credere alle loro orecchie: quel virgolettato di Giulio Sapelli, neopresidente dell’Asam, è davvero troppo per chi non vuole lo sviluppo infrastrutturale di Milano e della Lombardia.
Non possono credere che il presidente della super holding, che raggruppa le società partecipate della Provincia, abbia lo stesso metro di valutazione di Roberto Formigoni e del centrodestra. Scatta l’applauso dell’opposizione, qualcuno della maggioranza svicola dall’aula di Palazzo Isimbardi. E mentre Filippo Penati sorride, quasi fosse soddisfatto dalla spiega esplicita del numero uno di Asam, Sapelli gela il sorriso del presidente diessino: «Serravalle? Si è conquistata la maggioranza pagando un sovrapprezzo. Abbiamo quindi una sofferenza economica che impone di rinegoziare il debito con le banche perché noi non dobbiamo essere posseduti dalle banche...». Frase che Max Bruschi di Forza Italia (ri)spedisce a mezzo mondo via sms, a quelli che da sempre criticano l’operazione Gavio-Penati: quei 238 milioni di euro che, irrompe in aula Michele Clerici (Fi), «costano qualcosa come 47 milioni solo per ripagare il capitale e il calcolo sugli interessi è da mal di testa».
Ma l’exploit del professor Sapelli - è ordinario di Storia economica alla Statale di Milano - non è ancora finito: «Pur rappresentando gli interessi delle comunità locali nelle grandi opere bisogna avere rapporti con quelle realtà anche attraverso gli scambi, la negoziazione...». Per i sostenitori meneghini dei comitati anti-Tav è la goccia che fa traboccare il vaso, dopo essersi digeriti trenta minuti di lezioncina sulla «mission» di Asam, - «spa che ha come core business la valorizzazione di tutte le partecipazioni detenute dalla Provincia nelle società della mobilità di terra e di cielo, con l’obiettivo di dar vita a una società di gestione delle reti dell’intermodalità di trasporto» - e sull’obiettivo che è «servire i cittadini non con la riproposizione di forme di commistione tra politica ed economia che dobbiamo per sempre dimenticare». Analisi che Giuseppe Foglia, capogruppo Ds, traduce in parola d’ordine: «Concertazione e azione sapendo che la maggioranza non ha dubbi sulle cose da fare». Quadretto familiare con Verdi e Rifondazione sempre più allibiti, quasi fossero protagonisti di una candid camera. Naturalmente, osserva Bruno Dapei, capogruppo azzurro, «mancano indicazioni più precise su cosa farà Asam e con quali risorse».
Lacune che il presidente Penati non colma in chiusura di dibattito: «Vogliamo che qui si torni a investire e in questo la mia maggioranza terrà la schiena dritta». Come dire: «Il mio impegno è che verso la Regione e la nuova amministrazione comunale ci sarà dialogo». Risposta che, chiosa il vicepresidente del consiglio Roberto Albetti (Fi), segue le opinioni del presidente di Asam «d’accordo con il Governatore, di non perdere più tempo prezioso per rispondere al bisogno di mobilità della Lombardia: ci sono progetti esecutivi, si vada dunque avanti».