Pressing Marcegaglia: "Primo taglio dell'Irap necessario a gennaio"

La presidente di Confindustria: "Sappiamo che non si può fare il taglio dell’Irap da
domani ma vogliamo vedere un piano serio, concreto, anche di medio termine in cui si
dice che c’è una prima parte di taglio che avviene a partire dal prossimo gennaio"

Biella - Con un'economia non ancora del tutto fuori dalla crisi la riduzione dell'Irap continua a essere al centro del dibattito politico. Gli industriali la ritengono un passo necessario e per questo premono sull'esecutivo. Ma è chiaro a tutti che il taglio non si può fare dall'oggi al domani. Non è materialmente possibile. Ci vuole gradualità. Confindustria lo sa bene e si adegua. Ma al contempo chiede al governo un impegno preciso.

Marcegaglia: serve piano concreto "Siamo consapevoli che non si può fare il taglio dell’Irap da domani - dice Emma Marcegaglia agli industraili biellesi - ma vogliamo vedere un piano serio, concreto, anche di medio termine in cui si dice che c’è una prima parte di taglio che avviene a partire dal prossimo gennaio ce n’è una seconda a partire del 1 gennaio 2011 e così via". La presidente di Confindustria torna a chiedere al governo di procedere al taglio delle tasse per permettere al nostro paese di tornare ad essere competitivo.

L'esempio della Germania "Se la Germania che è già più competitiva di noi ha deciso di abbassere le tasse a partire dal 1 gennaio 2010 e ha messo sul tavolo 24 miliardi di euro e noi nnoci muoviamo - ha detto Marcegaglia - non riusciremo mai a recuperare il nostro gap competitivo. Pur sapendo che abbiamo un debito pubblico peggiore di quello della Germania noi chiediamo che ci sia un piano serio e concreto anche se sappiamo che non si possono tagliare le tasse senza fare nient’altro".

Senso di responsabilità Ricordando, poi il forte senso di responsbailità manifestato dagli industriali in questa crisi "abbiamo compreso e condiviso che la tenuta della finanza pubblica era importante", la presidente di Confindustria ha poi aggiunto: "Io non credo che in Italia la crisi sia stata meno forte che altrove. Anche nel nostro Paese ha colpito duramente, tuttavia - ha detto - il nostro Paese ha tenuto perchè ha tenuto la coesione sociale. La condivisione tra noi e i nostri lavoratori è quello che ci ha salvato nonostante la cassa integrazione e i licenziamenti".

Bisogno di certezze "Ora però - ha concluso la Marcegaglia - siamo in una fase in cui c’è bisogno di certezze non possiamo più rimanere fermi e dire non ci sono soldi e quindi non si può fare niente perchè soprattutto se gli altri paesi vanno in quella direzione e noi restiamo fermi, questo è un problema. Se nell’emergenza siamo tutti uguali sono proprio le politiche economiche che fanno la differenza. Già siamo entrati nella crisi con una crescita inferiore agli altri paesi europei, non ci meritiamo di restare indietro". 

Credito d'imposta per la ricerca "Torneremo alla carica sul credito di imposta per la ricerca. Vogliamo che il provvedimento sia inserito nella nuova finanziaria". "Il governo - ha detto la Marcegaglia - ha messo un limite offensivo. Il click day è stato umiliante soprattutto per quelle aziende che non sono state abbastanza veloci a preparare il loro piano e che così sono rimastre penalizzate. Sappiamo che per le nostre imprese la ricerca e l’innovazione sono fondamentali. Siamo gente seria: ci hanno fatto credere di avere a disposizione uno strumento che poi c’è stato tolto con gravi penalizzazioni per chi aveva iniziato una serie di progetti di investimento. Gli imprenditori si sono trovati senza finanziamento perchè solo chi aveva il pollice più veloce o era collegato a internet in banda larga è riuscito a entrare".

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