Preziosi: «È lo Spezia che ci danneggia»

Giovanni Porcella

Enrico Preziosi osserva da vicino la squadra al Signorini, scambia a fine allenamento qualche parola con il tecnico Attilio Perotti, poi si avvicina a Villa Rostand col sorriso malgrado la partita con lo Spezia sia diventato un boccone avvelenato. Sullo svolgimento della gara, ieri, ancora nessuna decisione. La riunione in prefettura si è conclusa con un nuovo rinvio a oggi e l’unica notizia trapelata riguarda la proposta della Lega Calcio di far svolgere la partita a Cesena, ma la società spezzina non ne vuole sapere. Il pericolo è che tutto slitti a dopo Pasqua.
È determinato e convincente il presidente rossoblù, nel fare le sue ragioni e quelle del Grifone. Prima un paio di battute sul presidente della Lega Mario Macalli: «Gli piace fare il Robin Wood, ma deve tenere conto di tutti ed invece a volte non lo fa» e ancora: «Vuole bloccare il campionato perché non è d’accordo sul rinvio della partita? Ma se c’era un rappresentante della Lega di C all’osservatorio che si è schierato con chi non vuol fare giocare al Picco», poi va a ruota libera sulla gara ancora senza campo e senza data: «Mi aspetto che la partita si giochi alla Spezia, in sicurezza e senta queste tensioni. Credo sia giusto così. Noi siamo pronti. In fondo abbiamo otto punti in piu’ di loro, perché questa è la classifica reale. Il campionato sarebbe già finito non dimentichiamocelo. Allora perché avere paura dello Spezia anche se davanti al loro pubblico che è caldissimo si trasformano? La verità che tutta questa situazione noi non l’abbiamo voluta, ma subita. È lo Spezia che ci danneggia e non il contrario».
Preziosi contesta l’amministrazione pubblica del capoluogo del levante: «Si sapeva da tempo che questa sarebbe stato un appuntamento importante per il campionato che comunque resta falsato perché la classifica appunto sarebbe diversa, eppure alla Spezia lo stadio l’hanno lasciato così, senza norme adeguate per la sicurezza degli spettatori. Ma cosa ha fatto il sindaco? Leggo che vuole giocare di mercoledì con scuole e negozi chiusi. Allora giochiamo domenica, che differenza fa? Il Picco lo conosco e per questi eventi non è pronto. All’andata a Genova c’erano le stesse tensioni ma in estate il Comune in accordo con le società hanno fatto certi lavori per la messa in regola del Ferraris. Se si faceva così anche a Spezia non saremmo a questi punti. La squadra bianconera non ne puo’ niente, noi addirittura ci rimettiamo in tutto questo pasticcio perché dovremo giocare di nuovo una gara infrasettimanale». Il presidente ricorda anche altre squadre: «Spezia e Genoa si giocano molto, ma non dimentichiamoci che Teramo e Padova sono lì. Bastano due o tre partite azzeccate e cambia tutto. Anche loro non vogliono essere danneggiate da certe decisioni e li capisco». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Federcalcio Carraro: «La regolarità del campionato la si salvaguarda giocando piu’ presto possibile il match. Condivido il rammarico di Macalli, ma se le autorità spezzine hanno preso questa decisione il calcio puo’ solo subirla. Nessuno è stato contento di quanto accaduto». In casa genoana pure Attilio Perotti ha dato segni d’impazienza: «Non tiriamo in ballo il Genoa. Noi siamo pronti a scendere in campo anche subito». E in mezzo a tutto questo pentolone che bolle c’è chi, lontano anni luce dalla serie C come il portiere della Nazionale Gigi Buffon ha fatto professione di genoanità: «Gioco nella Juve – ha detto nel corso di una trasmissione radiofonica con Fiorello il portiere – ma vorrei chiudere la carriera con la maglia rossoblù. Io sono tifoso del Genoa».

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