Finora i gestori che si sono aggiudicati gli ambiti spazi pubblici hanno avuto praticamente mano libera ma ora si cambia. La giunta comunale ha approvato ieri un "atto di indirizzo politico" con le linee guida a cui dovrà attenersi chi ha in concessione servizi di caffetteria e ristorazione all'interno delle sedi civiche culturali, dai musei alle biblioteche, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, archivi, quindi dalla Gam a Palazzo Reale al Castello. Si legge che il concessionario dovrà ad esempio "sviluppare un'identità visiva, comunicativa ed esperienziale che dialoghi con il contesto culturale della sede che lo ospita". Dovrà utilizzare elementi identitari "nelle divise del personale, negli arredi e nella denominazione stessa del servizio". Il servizio dovrà essere garantito durante gli orari di apertura al pubblico del museo, "eventuali aperture aggiuntive dovranno essere concordate con l'amministrazione". Il servizio dovrà presentare "un menu distintivo e coerente con la specificità del luogo" e per esserne certi sarà richiesta "una presentazione esemplificativa dell'offerta, comprensiva di elenco dei piatti, carta dei vini, drink e bevande dedicato a ogni momento della giornata, corredata dei relativi prezzi".
E a questo proposito "il concessionario dovrà applicare una politica dei prezzi dedicata per i servizi proposti durante gli orari di apertura della sede, con riduzioni tariffarie a favore dei visitatori dotati di biglietto nonchè del personale comunale". I locali dovranno ospitare una quota di eventi gratuiti del Comune con servizi di catering a prezzi agevolati.