nostro inviato a Tokio
Non è ancora chiaro che cosa la finanziaria riserverà alla città. Ma Letizia Moratti, raggiunta a Tokio dalle prime anticipazioni del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, non lascia dubbi su ciò che ha già deciso da tempo: «Milano non intende aumentare le tasse». Al contrario, il sindaco vuole abbassare le imposte sulla prima casa: «Confermo le mie intenzioni». Un punto fermo che va di pari passo con l'altolà al governo Prodi: «Al passaggio di competenze dallo Stato agli enti locali non può non corrispondere un trasferimento di risorse».
Tradotto dal linguaggio economico-politico, vuol dire che la Moratti non avallerà aggravi fiscali camuffati. Così chiede i fondi necessari a far fronte agli onori (ma soprattutto agli oneri) che Roma intende spostare sui Comuni, dal controllo sul catasto a quello sul demanio fino ai servizi ai cittadini (tanto per fare un esempio, il rilascio dei passaporti). Inutile dire che serve più personale e maggiori competenze (e quindi più denaro). E il sindaco non intende trovare i soldi aggiungendo nuove imposte a carico dei milanesi. Semmai pensa di usare le nuove leve fiscali che arriveranno a Palazzo Marino per intercettare le irregolarità e rimettere ordine nel patrimonio immobiliare: «Il trasferimento delle funzioni di controllo del catasto ci darà le leve per combattere levasione». È da queste risorse e non dallIrpef che la Moratti vorrebbe trovare i fondi necessari a far quadrare i bilanci del Comune.
Il punto fermo rimane questo: «Ci riserviamo di valutare le proposte del governo, ma non vogliamo aumentare le tasse». Una conferma prevista ma non meno necessaria, così come altrettanto attesa (certo non scontata) è la decisione di andare avanti su uno dei leit-motiv della campagna elettorale, cioè il desiderio di detassare l'abitazione in cui vivono i milanesi. «Confermo lintenzione di abbassare lIci sulla prima casa», dice Letizia Moratti, il cui obiettivo è non far pagare nulla a chi vive in una casa di medie dimensioni.
Naturalmente bisogna fare i conti con la concretezza dei provvedimenti economici che saranno presi dal governo. Palazzo Chigi sembra intenzionato a dare ai Comuni la possibilità di aumentare le aliquote dellIrpef oltre che la delega su numerose funzioni, ma non è ancora chiaro come finanziare questo primo passo verso il federalismo.
Il primo cittadino a Tokio risponde alle proposte del ministro dellEconomia Padoa-Schiopppa: «Non intendo trovare soldi con laggiunta di imposte» La Moratti: «Milano non aumenterà le tasse» Il sindaco chiede fondi al governo per le nuove funzioni
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