Dal primo palco al sarto preferito guida ai luoghi storici dei Beatles

Ieri Paul McCartney ha suonato davanti al presidente Obama e ha ricevuto a Washington il premio Gershwin (primo non americano a conquistarlo) per la musica popolare. Fino a poco tempo fa avvicinare Macca e Gershwin era come mettere insieme diavolo e acquasanta, ma ormai Paul s’è guadagnato sul campo i galloni del vero compositore che promuove la canzone come strumento di espressione artistica e culturale. È una storia arcinota che diventa leggenda già il 13 ottobre 1963. Con un concerto al Palladium i quattro capelloni scatenano l’isteria collettiva e i media si fanno sorprendere dal fenomeno Beatles. Non erano i media tecnologici di oggi che avrebbero fiutato il talento dei baronetti tre anni prima, il 27 dicembre 1960, quando alla Litherland Town Hall di Liverpool mandarono fuori di testa una valanga di giovinetti con uno scatenato show r’n’r. «Fu quella volta che cominciammo a pensare di valere qualcosa», disse Lennon. C’è ancora una locandina di inestimabile valore con la scritta: «Sensational Jive Dances with The Dynamic Beatles». Quindi, se volete risalire alle prime glorie della band e andate a Liverpool in cerca della Litherland Town Hall, sappiate che al posto della sala da ballo troverete un poliambulatorio, come racconta l’interessante guida Penny Lane. Guida ai luoghi leggendari dei Beatles di Alfredo Marziano e Mark Worden. Il libro è un incrocio tra la storia musicale e la guida turistica - con 200 foto rare o inedite - utile sia ai curiosi sedentari che a chi è pronto a prendere armi e bagagli e vedere cos’è rimasto dei Beatles fra Londra e Liverpool.
Va beh, gli studi Abbey Road li conoscono tutti, ma la galleria d’arte Indica (al 6 di Mason’s Yard, Piccadilly) pochi la conoscono. È il luogo in cui, ai primi di novembre del 1966, avvenne il (nefasto) incontro fra Lennon e Yoko Ono, durante un party che anticipava la prima mostra europea dell’artista giapponese. Lennon fu particolarmente colpito dall’opera «Blue Room Event», installazione in cui, arrampicandosi su una scala e guardando attraverso una lente, si leggeva la parola «yes». Chissà che meraviglia, ma tant’è, scoppiò l’amore e fu l’inizio della fine del Beatles. Sempre a Londra, al 34 di Montagu Square, vedrete l’appartamento (piano terra e seminterrato) dove i due si fecero fotografare nudi per la copertina di Two Virgins. La casa fu acquistata nel ’65 da Ringo, subaffittata a Paul (che la usò come studio di registrazione casalingo e vi scrisse brani come Eleanor Rigby) e poi ceduta a Jimi Hendrix, scacciato in malo modo da Ringo per aver dipinto tutte le pareti di nero.
La guida scandisce l’inesorabile trascorrere del tempo. A Londra al 18 di Irving Street c’è un bar di moda; allora c’era Berman’s, il sarto che preparò i fantasiosi costumi di Sgt. Pepper. Nel ’63 i Beatles si fecero fotografare su un muro semidistrutto di Euston Road, e la foto di Fiona Adams divenne la celebre copertina di Twist and Shout. Oggi la zona è stata completamente rimodernata con grandi palazzi in vetro e acciaio. Anche i Beatles si beccano le loro porte in faccia; quando si presentano agli studi Decca (oggi sala prove della English National Opera) il direttore Dick Rowe risponde loro secco: «I gruppi con le chitarre stanno passando di moda»; si sta ancora mangiando le mani, soprattutto da quando gli fu regalato il singolo Please Please Me, numero uno in hit parade.
Sei pro Beatles o Rolling Stones? Una delle dispute più annose della storia. Il primo incontro fra i due gruppi avvenne al jazz club Studio 51 del trombettista Ken Colyer (oggi l’ufficio del Media Planning Group); lì Lennon e McCartney scrissero al volo I Wanna Be Your Man, cedendola agli Stones che con il pezzo arrivarono per la prima volta in classifica (i Beatles la incisero poi in With the Beatles). Un motivo in più per un pellegrinaggio...

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