Profumo fa pressing sulle Fondazioni per l’aumento di capitale

Profumo fa pressing sulle Fondazioni  per l’aumento di capitale

Alessandro Profumo cerca di rendere meno amara la pillola del prossimo aumento di capitale di Unicredit. Il messaggio è per i soci forti di Piazza Cordusio: «Se si chiedono soldi alle Fondazioni» ha detto il numero una della banca, bisogna «assicurare loro un ritorno sostenibile nel tempo». «Le Fondazioni - ha proseguito Profumo - devono valutare se è più conveniente dare i quattrini al territorio o alla banca».
Non è facile per il banchiere far digerire il secondo aumento di capitale in un anno alle Fondazioni (Cariverona col 5%, Crt col 3,7% e Carimonte col 3,1%), che l’anno scorso hanno dovuto anche rinunciare al dividendo in contanti. Oggi Profumo è più forte, in primavera ha incassato la riconferma, il titolo è in recupero e i giorni degli attacchi speculativi in Borsa sembrano lontani. Ma l’obiettivo numero uno resta evitare un nuovo clamoroso strappo, come quello della Fondazione Cariverona che lo scorso ottobre rifiutò di prendere parte all’aumento, facendo traballare gli assetti della banca.
Formalmente il da farsi - in tema di rafforzamento patrimoniale - verrà deciso nel cda di martedì prossimo. Ma già da alcuni giorni una ricapitalizzazione da quattro miliardi sembra l’ipotesi più plausibile per Unicredit. Ipotesi che escluderebbe il ricorso ai Tremonti bond.
Profumo, peraltro, ha confermato ancora una volta il suo scettico rispetto ai possibili condizionamenti dettati da un ricorso agli aiuti pubblici: «Le banche - ha affermato - hanno fatto molti più disastri sovrafinanziado che sottofinanziando» le imprese.
Le rassicurazioni di Profumo hanno permesso al titolo Unicredit di limitare i danni in una giornata decisamente no per tutto il settore bancario europeo: -0,98% in chiusura a 2,52 euro. Chi invece ha sofferto in pieno l’umore negativo delle Borse è stata Intesa Sanapaolo: -3,46%% a 3 euro. Hanno pesato le speculazioni di un affossamento della trattativa con la Exor degli Agnelli per la vendita di Fideuram, operazione che - secondo molte analisi - dovrebbe mettere in sicurezza i parametri patrimoniali di Intesa, permettendole di decidere la rinuncia ai Tremonti bond (l’appuntamento per Ca de’ Sass è col consiglio di gestione del 29 settembre).
Su questo fronte sono arrivate le smentite: «Il dossier Fideuram è ancora aperto», ha precisato la Exor, ufficializzando quanto già detto informalmente nelle ore precedenti. La trattativa ha senz’altro subito un rallentamento, soprattutto per la necessità di Intesa di risolvere la questione dei Tremonti bond. Riprenderà, anche se i tempi potrebbero allungarsi e anche se - chiaramente - restano della distanze da colmare tra le due parti in campo.

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