La promessa di Alemanno: «Roma avrà un futuro più verde»

Presto Roma avrà un altro volto, di sicuro più verde, sempre attento ai cambiamenti climatici. Il Comune si impegnerà a ridurre di almeno il 20 per cento entro il 2020 le emissioni nocive nell’atmosfera e investirà con decisione su un'edilizia e una mobilità sostenibile. Non si tratta di proclami vaghi lanciati nel vuoto, ma della sintesi di un impegno ufficiale, confermato da Alemanno a Bruxelles. Un «patto dei sindaci» voluto lo scorso anno dalla Commissione europea e rilanciato ieri nel corso di una cerimonia a cui hanno partecipato i primi cittadini dei Paesi aderenti all’Ue, con una forte presenza di fasce tricolori. «I problemi globali hanno anche bisogno di soluzioni locali. I sindaci sono le persone chiave per aiutarci a svilupparle», afferma il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek. Parlamento che ha capito che la dimensione nazionale da sola non basta, che la vera differenza la possono fare le amministrazioni dei singoli centri abitati, dove ormai si concentra la maggior parte della popolazione. Da qui il patto, «una scelta non solo etica per il futuro sostenibile dei nostri figli, ma di crescita e intelligenza economica», come sottolinea Alemanno. Perché «mettere Roma all’avanguardia del rinnovamento delle tecnologie» strizzando l’occhio all'ambiente, significa anche trarne dei profitti, di lunga durata. Da qui la strategia capitolina: in base al nuovo regolamento sull’edilizia non si potrà costruire o ristrutturare senza che siano rispettate le norme per il risparmio energetico. A livello di trasporti, invece, già stati stanziati 3 miliardi per la metro e a lunga scadenza ne verranno impiegati altri 13 per sistemi di mobilità sostenibile e infrastrutture urbane. Sarà «una città delle reti», come la definisce Alemanno. «Un comune con le carte in regola per porsi come un un esempio da imitare a livello comunitario», come sottolinea l’eurodeputato Potito Salatto. «L’Europa - aggiunge - ha capito che la salvaguardia dell’ambiente è una strategia che passa soprattutto dalle città. Per questo ha chiesto una serie di interventi alle amministrazioni locali, che a loro volta possono avere dei benefici in termini di riduzioni dei costi».
Non finisce qui: «Roma - ricorda Alemanno - ha aderito al Patto nel giugno 2009. Da allora non abbiamo perso tempo promuovendo la conferenza cittadina sui mutamenti climatici, abbiamo incaricato La Sapienza di redigere il piano d’azione per le energie sostenibili».

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