Pronti 300 alloggi a settimana Per Natale tutti avranno un tetto

RomaTrecento appartamenti a settimana. Fra dodici settimane sedicimila sfollati dormiranno sotto il tetto di una casa vera. Alla Protezione civile lo chiamano il «cronoprogramma» della ricostruzione: in questo momento sta spaccando il secondo. L’inaugurazione dei primi cinquecento appartamenti all’Aquila nel giorno del compleanno di Silvio Berlusconi è solo la prima tappa simbolica. Perché tra sette giorni le case nuove disponibili diventeranno settecento, tra quattordici saranno mille. Ogni settimana entreranno stabilmente come inquilini in queste palazzine antisismiche, divise in 19 aree intorno al capoluogo abruzzese, tra le mille e le milleduecento persone. Solo per un particolare la ricostruzione si differenzierà dal piano iniziale: l’ospitalità negli edifici a tre piani del progetto CASE (complessi anti sismici ecocompatibili) sarà estesa a oltre 16mila sfollati. Ci saranno alloggi per mille persone in più rispetto al previsto, grazie alla posa di venti nuove piastre di sostegno per edifici aggiuntivi. Non è uno spot, è il cronoprogramma.
I cantieri erano partiti a luglio: questo significa che in cinque mesi sarà conclusa la costruzione di 184 palazzine dotate di garage e aree verdi, con 4700 appartamenti. Calcestruzzo e legno lamellare sono stati i materiali più usati per questi edifici.
Gli sfollati, gli aquilani che hanno una casa inserita in fascia E o F - inagibile o distrutta - sono di più, è vero: in questo momento 22mila senza tetto vengono ospitati in strutture alberghiere e 5mila dormono in tendopoli (ancora per pochi giorni, perché poi tutti saranno trasferiti in strutture riscaldate per affrontare l’autunno). Ma il cronoprogramma prevede che per tutti, cioè per quasi 30mila privi di casa, arriverà una sistemazione entro Natale.
Oltre ai 16mila che abiteranno i 19 nuovi «villaggi», infatti, altre 2500 famiglie, e quindi circa 6mila persone, prenderanno possesso delle casette di legno del progetto Map, i moduli abitativi permanenti. Questa soluzione riguarda gli sfollati con casa distrutta o non agibile del cosiddetto «cratere sismico», ovvero l’area di 56 Comuni attorno a L’Aquila. La consegna di queste casette si concluderà tra ottobre e novembre. I piccoli edifici in legno potrebbero essere anche di più, perché continuano ad arrivare all’Abruzzo donazioni di strutture di questo tipo.
Infine la Protezione civile sta provvedendo alla requisizione dei locali sfitti e agibili, dove troveranno posto gli abitanti che non rientrano nei primi due elenchi di alloggi (case in muratura e case di legno). Si concluderà così la sistemazione dei quasi 30mila sfollati dell’Aquila. Se ogni tappa sarà rispettata, se i cantieri procederanno al ritmo con cui sono partiti, nessun terremotato festeggerà il Natale in un luogo diverso da una casa.
C’è un cervello informatico che sta gestendo la distribuzione degli aquilani nei nuovi appartamenti. Si chiama «gioiello». Con un procedimento di scansione ottica sono stati trasferiti in un database i foglietti scritti a mano dai terremotati tra l’1 e il 10 agosto con le preferenze di alloggio e i requisiti: fascia in cui rientra la casa, bambini, anziani e portatori di handicap a carico. «Gioiello» ha poi creato l’algoritmo per incrociare i dati degli alloggi con le famiglie.
Sul sito del Comune dell’Aquila si può leggere l’elenco di tutti i capifamiglia assegnatari di un appartamento del progetto Case e, per chi abita nei paesi vicino all’Aquila, delle casette di legno. Accanto ai dati anagrafici di ciascuno è inserito il nome di uno dei 19 villaggi che ospitano le nuove palazzine e il tempo indicativo di consegna della casa. In queste liste di assegnazione non compaiono date di consegna successive all’8 dicembre.