Leggi il settimanale

Pronti, via: il benvenuto con la voce di Baudo e il refuso "Repupplica"

È cominciata la kermesse che include proprio tutti i gusti, da quelli che piacciono ai bambini fino ai più anziani

Pronti, via: il benvenuto con la voce di Baudo e il refuso "Repupplica"
00:00 00:00

da Sanremo

"Signori e signore, benvenuti al Festival di Sanremo". La voce non è quella del presentatore ufficiale Carlo Conti, ma di Pippo Baudo, che quel ruolo l'ha ricoperto per ben 13 volte. Inizia così la settantaseiesima edizione della kermesse canora - con il pubblico che ritma "Pippo, Pippo!" - la prima dopo la scomparsa del grande presentatore e quindi a lui dedicata. Un omaggio non solo simbolico (che comprende anche una sua immagine sul soffitto del foyer dell'Ariston, una mostra al Forte Santa Tecla e un documentario Rai), ma anche un'eredità di visione del mondo dello spettacolo. "Se mi definiscono baudiano, nel senso di democristiano, non mi offendo, anzi per me è un vanto - spiega a proposito Conti in conferenza stampa - Il mio festival è cristiano e democratico. Cristiano per la mia modestissima fede, democratico perché è di tutti, aperto a tutti". Durante la serata omaggio anche al grande e storico maestro del Festival Peppe Vessicchio morto nel novembre 2025.

E così ieri sera è cominciata la kermesse che include proprio tutti i gusti, da quelli che piacciono ai bambini fino ai più anziani. Trenta canzoni, un'infinità, tra rap, pop, alternative, rock, band sconosciute al grande pubblico o evergreen con Sal Da Vinci che infiamma l'Ariston cantando l'unione coniugale eterna o Serena Brancale che omaggia la mamma, tra le più intense. Ad annunciare i brani sul palco dell'Ariston si alternano Conti, Laura Pausini vestita Armani e Can Yaman che si incontra con il primo Sandokan Kabir Bedi. Nel mezzo della carrellata dei brani, super ospiti Olly e Tiziano Ferro. Dal Suzuki Stage in piazza Colombo collegamenti con Gaia e dalla nave Costa Toscana con Max Pezzali che fa uno show diverso ogni sera.

A votare i brani in questa prima serata solo la sala stampa, radio e web. C'è spazio anche per la riflessione con il ricordo del voto alle donne per il referendum istituzionale del 1946, di cui ricorrono gli ottant'anni: sul palco la signora Gianna Pratesi, 105 anni, di Chiavari, tra le prime a votare il 2 giugno.

"Un modo anche per ricordare chi ha combattuto e chi è morto per liberare l'Italia dalla dittatura nazifascista", aveva detto Conti. Peccato che la Repubblica abbia mostrato di sentirli questi 80 anni... a causa di un refuso sul maxi schermo che l'ha fatta diventare "Repupplica".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica