Psicologi in rivolta contro il collega che vuol curare i gay

Dice che l’omosessualità è una malattia. Dice che i gay si possono curare. E che essere «omo» non è normale. Sono teorie che fanno discutere quelle sostenute da Joseph Nicolosi, lo psicologo statunitense che pretende di guarire gli uomini attratti dagli uomini. L’esperto sarà a Brescia venerdì e sabato, ospite di un convegno dal titolo «Identità di genere e libertà. Due giornate di formazione con Nicolosi». L’incontro è stato organizzato dall’associazione dei genitori e degli amici di persone omosessuali, assieme ad Alleanza Cattolica e vari gruppi, tra cui anche quello dei medici cattolici.
Ma la presenza dello psicologo «outsider» suscita scandalo tra gli altri colleghi. Tanto che l’Ordine degli psicologi della Lombardia (che conta 12.300 iscritti) ha deciso di intervenire per prendere le distanze dalle sue teorie, considerate pericolose e del tutto contrarie rispetto alla deontologia della categoria. Il Consiglio degli psicologi, riunito in assemblea venerdì scorso, ha sottoscritto una delibera con cui denuncia la linea dello statunitense. «Qualunque corrente psicoterapeutica - si legge nel testo - miri a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti».
Gli psicologi lanciano l’allarme anche in merito alle tanto discusse «teorie riparative dell’omosessualità»: «Rischiano, violando il codice della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di cambiare o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi».
Insomma, la conversione all’altro sesso promessa da Nicolosi è considerata un’offesa, una mancanza di rispetto alla libertà di essere delle persone. Non solo, teorie del genere rischiano di mandare all’aria anni di battaglie per far valere i diritti gay, perché gli omosessuali, sia uomini sia donne, potessero esprimere i propri sentimenti senza pregiudizi e tabù.
«L’omosessualità - scrive nelle sue pubblicazioni Nicolosi - non è normale ma è sintomo di un problema emotivo». Di tutta risposta, le parole del presidente dell’Ordine non lasciano adito a dubbi: «Negli omosessuali non c’è niente di guasto - interviene Mauro Grimoldi -. Chi la pensa diversamente evidentemente vive in un mondo impregnato di un’ideologia che non permette di vedere la realtà».
Gli psicologi lombardi non organizzeranno proteste né manifestazioni durante il convegno. Ma danno fin d’ora un consiglio ai colleghi perché le terapie Nicolosi non dilaghino negli studi privati: «Diffidate - lancia un appello Grimoldi - dalle teorie riparative dell’omosessualità o da ogni teoria che voglia modificare a priori l’identità sessuale del soggetto». L’Ordine si rivolge anche alle persone gay, lesbiche, bisessuali o transgender: «Potete rivolgervi con tranquillità a uno psicologo, con la certezza di trovare l’ascolto, la comprensione e il rispetto che ogni paziente merita».

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