Il punto Ecco perché la F10 avrebbe vinto comunque

Il drammatico crollo di Vettel, nell'apertura del Bahrein, ha dato, in tutta la sua crudezza, la vera dimensione della ritrovata competizione tecnica sull'intera durata del gran premio, con le avvincenti problematiche di gestione della macchina. L'ideale per riaprire le porte al grande e pieno successo della Ferrari, come miglior macchina nella sua globalità. Proprio perché, con l'anomalia, rispetto al passato, del doppio materiale di pneumatici, la scelta che s'impone è quella tra la prevalenza iniziale, a gomme più tenere e maggior peso (una "super soft" che ha resistito per più del 35% della distanza è stata già fenomenale!) e la potenza per il restante 65% della corsa. Gli uomini di Maranello hanno puntato sulla solidità della seconda strada ed è qui che si sono imposti con superiorità. Con tutto il rispetto e l'ammirazione che ho per Adrian Newey e per la sua eccellente vettura, penso che non vi siano meriti equivalenti: con questo "format", non si vince nel primo tratto, mentre i notevoli tempi sul giro - vedi Alonso - si spiccano nei restanti due terzi del confronto. In pratica, la "fuga" di Vettel non ha fruttato più di 2"-3" nelle prime battute. Quando la Ferrari ha attaccato veramente, con le gomme "medium", ha simulato il rullo compressore, obbligando il tedesco a forzare, con una gestione delle temperature del motore sempre più insostenibile, fino alla menomazione decisiva.
L'interrogativo è: sarebbe riuscita la Rossa a prevalere anche senza un trauma così vistoso per il motore Renault? In base all'esame dei tempi, la mia risposta è sì, perché ai due terzi del cammino il divario era netto e la facilità con cui Alonso è sceso al di sotto dei due minuti sul giro (record al 45° passaggio, pari al 90%) è stata impressionante. Il sorpasso a Massa, all'esterno della prima curva, è stato il frutto di una imperfetta partenza del brasiliano, pur tornato mirabilmente nel pieno delle sue forze. Ma l'affondo dello spagnolo sul tedesco era nell'aria. Ripeto, oggigiorno la macchina vincente è quella con i migliori ritmi non già nel primo terzo, ma nei due terzi successivi. Come hanno saputo armarsi i tecnici del Cavallino. Finalmente con uno scacco matto al "Rosso Bravo", favorito un anno fa dalla Fia-Tv, e ai suoi seguaci della McLaren, nell'ondata attuale di piccole e grandi trasgressioni inspiegabilmente tollerate.

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