I fogli di trincea come Signor sì o La tradotta; quelli satirici come LAsino (sottotestata: «È il popolo: utile, paziente e... bastonato»); o politici come LAvanti! con le vignette antimilitariste di Scalarini; le riviste impegnate come Lacerba oppure i periodici popolari come La Domenica del Corriere con le copertine di Achille Beltrame. E poi cartoline, manifesti, volantini, lettere, come quella autografa di Marinetti in cui durante loffensiva finale di Vittorio Veneto annuncia allamico Paolo Buzzi di essere «il liberatore di Tolmezzo»... Sono alcuni «pezzi» della straordinaria collezione Isolabella (la più importante dItalia dedicata al rapporto tra Prima guerra mondiale e arte&letteratura) che formano la mostra La Grande Guerra nei giornali illustrati e nelle poesie di Ungaretti curata da Andrea Tomasetig che si è aperta ieri a Udine (Chiesa di SantAntonio, fino al 12 marzo).
Giocata molto sullelemento grafico - dato dalle copertine, spesso a colori e di grande formato, e dai disegni originali creati proprio per molte delle testate da artisti di primo piano come Sironi, Rubino, Galantara, Golia, Scarpelli... - la mostra vuole sottolineare un aspetto preciso della Grande Guerra: la nascita della moderna comunicazione di massa e di quellarma micidiale che è la propaganda in unepoca in cui il cinema è ancora muto e radio e tv sono di là da venire.
Ma la sezione più interessante è quella dedicata alla letteratura. A novantanni dalla pubblicazione nel 1916 (proprio a Udine, in una piccola tipografia delle retrovie, lo Stabilimento Tipografico Friulano) de Il Porto Sepolto di Giuseppe Ungaretti (la raccolta di liriche più importante uscita durante la guerra e anche il libro, in quella edizione di soli 80 esemplari, più raro del 900 italiano), la mostra offre un inedito assoluto: un foglio autografo di Ungaretti - che esce da un blocco di appunti del poeta ora di proprietà dellavvocato Isolabella - risalente alla primavera del 1918 nel quale compare la prima versione della poesia Soldati (qui ancora intitolata Militari) con una scansione dei versi («Si sta/ come dautunno/ sugli alberi/ le foglie») diversa dalla versione canonica che apparirà la prima volta in Allegria di naufragi (pubblicata a Firenze nel 1919) e con una traduzione francese a fronte radicalmente differente rispetto alla poesia uscita nella plaquette La Guerre edita a Parigi in quello stesso anno.