Quanto è divertente un amore infelice

A Nancy Mitford (Londra, 1904 - Versailles, 1973) era la maggiore delle sei famose sorelle Mitford, figlie del barone Redesdale. Protagonista della vita mondana, è stata una scrittrice di grande successo

Quanto è divertente un amore infelice

Rincorrendo l'amore di Nancy Mitford (Adelphi) è un romanzo che fa sognare. Non per la storia d'amore, anzi le storie, e non per i tormenti della giovane Linda, bella, leggera e facile all'innamoramento; no, perché vivere in una famiglia come quella dei Radlett, ai primi del Novecento, è il sogno di chiunque ami l'Inghilterra e ciò che rappresenta. I Radlett vivono in campagna, ma la loro Alconleigh non è una tenuta raffinata: zio Matthew, il padrone di casa, è un nobile che rasenta l'inciviltà a ogni passo (se qualcuno osa invitarlo a pranzo, lo insulta), che in salotto conserva, come trofeo, una pala sporca di sangue con cui ha ammazzato un gruppo di tedeschi durante la Grande guerra, che chiama «maiale» o «porco» chiunque non gli vada a genio (cioè la quasi totalità del genere umano, da Oscar Wilde in giù) e intimorisce tutti, dai sei figli alla nipote Fanny, la narratrice della storia. Tutti, tranne la moglie, zia Sadie, che riesce a imporgli ogni suo volere.

Quando zio Matthew e zia Sadie vanno in Canada, i figli controllano ogni giorno i quotidiani, sperando che la nave sia colata a picco e loro siano rimasti orfani. Il gioco preferito dei ragazzi è «la caccia al bambino»: zio Matthew si arma di quattro segugi, le bambine fanno da lepri e poi via all'inseguimento, sotto lo sguardo inorridito degli abitanti dei villaggi vicini. Come animaletti domestici ci sono topi, o ghiri. A un certo punto, il figlio maschio scappa da Eton, Linda divorzia da un banchiere per sposare un comunista e la famiglia diventa la pietra di paragone consolatoria di qualsiasi disgrazia altrui. Tutto è irresistibilmente scorretto e chic, perfino un'abitudine agghiacciante come quella di tenere gli animali uccisi in casa, a testimonianza del successo dell'unica attività considerata davvero importante a casa Radlett: la caccia.

Poi, certo, ci sono le vicende amorose. Questo romanzo, pubblicato da Nancy Mitford nel 1945, fu un bestseller, cui fecero seguito L'amore in un clima freddo e Non dirlo ad Alfred (entrambi già pubblicati da Adelphi). L'alta società e la trama in parte autobiografica hanno sicuramente contribuito al suo successo: l'autrice fa ampio ricorso alle vicende e ai personaggi della sua leggendaria e aristocratica famiglia (a sua volta ispiratrice di biografie e romanzi, come la serie I delitti Mitford di Jessica Fellowes, edita da Neri Pozza) e anche al gossip che la riguarda, per esempio facendo innamorare perdutamente la protagonista Linda di Fabrice de Sauveterre, trasposizione letteraria di Gaston Palewski, braccio destro di De Gaulle e grande amore della sua vita.

Ciò che conquista più di tutto il lettore di oggi è però l'umorismo, che colpisce non solo vizi e difetti della nobiltà britannica ma anticipa perfino alcune delle derive ridicolmente corrette e salutiste della società contemporanea: per esempio, nel personaggio straordinario di Davey, perennemente a dieta, che parla della carne stracotta come del peggiore dei mali.

Giustamente la quarta di copertina riporta una citazione da La sovrana lettrice di Alan Bennett: la Regina (Elisabetta) era chiusa in camera con il romanzo di Nancy Mitford e il duca (Filippo) «la sentì sbellicarsi dal ridere». Ci possiamo sentire anche noi come Sua Maestà: prendere dallo scaffale Rincorrendo l'amore e scoprire che leggere non è «un lavoro», bensì un grandissimo piacere.

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