Qual è la pittura che meglio esprime la vostra visione del mondo, della vita e del pensiero? Lancio questo referendum artistico-filosofico sulla pittura che ciascuno porta negli occhi e nel cuore. Per aprire le danze vi dico qual è l’opera che compendia al mio sguardo il triangolo di mente, esperienza e realtà. Pur esprimendo la realtà, l’opera a cui penso è surreale. E pur riflettendo la mente e la vita umana, non ritrae figure umane, anzi è un paesaggio disabitato di presenze, salvo tracce allusive di opere umane.
È Il ponte di Eraclito, un’opera di René Magritte del 1935 e condensa pensiero, vita e mondo in una visione. C’è un ponte rotto o interrotto a metà che si riflette nel fiume per intero. Il fiume va a perdersi in un cielo di nuvole. È un’opera perfettamente simbolica, perché il simbolo è composto, anche etimologicamente, da due tessere, una parte visibile e una invisibile.
Il Ponte di Magritte è un vero trattato in sintesi visiva sulla realtà e l’illusione, sull’essere e il divenire, sul visibile e l’invisibile, sulla fisica e la metafisica. Eraclito, come è noto, è il filosofo fluviale ed ermetico di «panta rei», Tutto scorre, ma anche di «non ci si può bagnare due volte nelle stesse acque».
La verità è nel fiume che riflette il ponte intero o nel ponte tronco che ci appare nella realtà? Il ponte intero è la verità oltre le apparenze, è l’immaginazione oltre la realtà o è la memoria del passato perduto, l’integrità di quel tempo? L’acqua che scorre allude al dimenticare, ma di recente si è scoperta la memoria dell’acqua, ipotesi scientifica ancora controversa. Quel ponte sembra essere la profezia di quella teoria: l’acqua serba il ricordo di quel che il tempo ha spezzato e dissolto. Ma potrebbe anche trattarsi di un ponte incompiuto, lasciato a metà, di cui l’acqua annuncia il presagio della sua compiutezza, come in un rapporto tra la potenza e l’atto. Il riflesso intero nell’acqua del ponte troncato può essere dunque memoria o annuncio, illusione o allusione.
La vita, come la verità, è un gioco tra l’essere e il fluire, tra quel che appare e quel che scompare, ma anche tra il ricordo e la percezione. L’uomo abita inevitabilmente due mondi, due regni. E il ponte, spezzato nella realtà e intero nella rappresentazione fluida, è la più suggestiva immagine del rapporto tra fisica e metafisica. Nel caso del ponte, con facile gioco, potrebbe dirsi metà fisico e metafisico; quest’ultima è l’altra metà invisibile della realtà, che ne dà compiutezza, come l’anima rispetto al corpo. L’immagine d’insieme è quel che Aristotele definiva il sinolo, sintesi di forma e materia.
L’Artista è attirato dal ponte intero riflesso nello specchio d’acqua dove l’immagine supera la realtà, fino a beffarla; il Poeta canta la nostalgia della metà invisibile inseguendo il mito dell’integrità perduta; il Filosofo cerca la relazione tra la visione e la realtà per dare una ragione all’essere e allo svanire.
Il ponte di Eraclito appare infine la metafora dell’anno che nasce, la parte visibile da cui partiamo, che si affaccia nel vuoto e si proietta verso la parte ancora da compiersi. Ma quel che accadrà traspare, già riflessa o pre-vista nel destino dell’acqua.
Infine una notazione di ordine generale. La grande forza attrattiva del cattolicesimo rispetto alle altre religioni monoteiste e alle sue stesse eresie protestanti fu la figurazione del sacro, la rappresentazione visiva di Dio, di Gesù bambino e poi in croce, della Madonna, dei Santi, e perfino del Diavolo. L’icona rese viva la fede nell’invisibile e fu la vera base della carità e dell’umanità, perché se vedi nel luogo sacro le immagini e i volti di bambini, di donne, di mendicanti, di morenti e di assurti in cielo, sei indotto a dar valore alle persone, ai loro volti, alla loro umanità. Li ami non in astratto ma in concreto. La quotidianità entra nella santità e le persone acquistano nel loro incarnarsi in figure, una loro effettiva sacralità.
Allo stesso modo, la filosofia dovrebbe accompagnarsi ad una iconografia, farsi immagine, specchio, figurazione e allusione, per trasformare i concetti in mondo, i pensieri in vita, la realtà in rappresentazione.
Quel magico ponte fra realtà e illusione
Veneziani lancia un "sondaggio" tra i lettori: quale opera d’arte ci descrive meglio? Ecco la sua risposta
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.