Quel povero ministero che strapaga i dirigenti

E pensare che da sempre è considerato un ministero povero. Certo gli stipendi degli insegnanti non sono da mille e una notte. Ma i dirigenti del Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca, proprio non possono lamentarsi.
Certo, il dicastero preposto all’amministrazione della pubblica istruzione in Italia è una impressionante macchina organizzativa che parte dalle scuole dell’infanzia per finire alla ricerca, passando per le scuole superiori e le università e gli enti per l’alta formazione artistica e musicale. Un sistema che conta un numero stupefacente di dipendenti: dai Direttori Generali fino agli insegnanti precari, migliaia e migliaia di persone.
Negli ultimi mesi, il tentativo del ministro Mariastella Gelmini di ridisegnare il sistema scolastico e tagliare gli sprechi ha provocato molte polemiche, come ogni volta che si cerca di mettere mano al mondo della scuola.
Di certo a lamentarsi non potranno essere i vertici del dicastero di viale Trastevere. L’elenco che pubblichiamo conta oltre trecento persone tra capi dipartimento e dirigenti di prima e seconda fascia. Un numero davvero ragguardevole anche se confrontato con gli altri ministeri. Nel viaggio del Giornale all’interno della Pubblica amministrazione, finora solo il ministero dell’Economia ha mostrato un organico dirigenziale così numeroso.
Tra l’altro, a essere congrui sono anche i numeri di ciascun dirigente: i vertici vanno oltre i 200mila euro, cifre che non si riscontrano di certo in tutti i ministeri.
In un elenco a parte abbiamo riportato i dirigenti in particolare posizione di stato: si tratta di funzionari dislocati in altri uffici, a volte anche all’estero. La Pubblica istruzione non è nuova a polemiche per l’abbondanza di personale distaccato in missioni varie. Anche se di certo non ci saranno più casi clamorosi come quello denunciato due anni fa: 500 docenti furono distaccati per monitorare gli effetti di una legge. Per otto anni.

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