Quelle fantomatiche spie che piacciono a «Repubblica»

Il «signor Franco» (o «signor Carlo») e «faccia da mostro». Chi sono costoro? Sono i protagonisti noir della storia dell’Italia delle stragi che, a spizzichi e bocconi e con non poche contraddizioni, sta ricostruendo di fronte alle procure di mezza Italia Massimo Ciancimino, il figlio dell’ex sindaco boss di Palermo, Vito. Due ombre, due fantasmi che tanto piacciono ai segugi di «Repubblica», che periodicamente li rispolverano e li cercano. Il «signor Franco» - del quale Ciancimino ha una fotografia custodita all’estero che non ha mai consegnato ai magistrati - sarebbe il trait d’union tra mafia e Stato, l’agente dei servizi che era in contatto diretto, quando era latitante, con Bernardo Provenzano e con Vito Ciancimino. «Faccia da mostro», invece, è un misterioso 007 che compare - comparirebbe - sin dal 1989 in diverse vicende oscure, a partire dal fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone. Non dovrebbe essere una grossa impresa, penserà la gente comune, trovare i due, specie lo 007 palermitano tanto brutto che chi ne parla dice sempre che aveva una «faccia da mostro», appunto. Eppure gli inquirenti navigano a vista. E i segugi di «Repubblica» qualche volta sbattono il naso. È avvenuto una settimana fa, quando sul sito internet del quotidiano di De Benedetti è stata pubblicata la foto esclusiva del presunto «signor Franco». Una bufala: era un innocuo dirigente della Bmw, che mai con spie e mafia aveva avuto a che fare.

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