Questa crisi, un’opportunità

Da questa primavera stiamo registrando segnali positivi il ritorno della fiducia delle famiglie, la produzione industriale che inizia ad aumentare da maggio, i consumi abbastanza solidi e il commercio che riparte, ma bisogna essere molto prudenti. Al momento possiamo affermare solo come sostiene Christian Noyer (governatore della Banque de France) che la recessione si è arrestata. Quindi la situazione è in miglioramento, però, la crisi non è finita, dobbiamo guardare con attenzione a quello che si sta verificando sotto il profilo occupazionale. Il tasso di disoccupazione per quest'anno salirà all'8,3% e nel 2010 toccherà la punta del 9,5% mentre per l'occupazione totale (Ula), si stima una riduzione del 2,8% per il 2009 e dell'1,4% per il 2010, il numero di persone occupate tra il quarto trimestre del 2007 e il quarto trimestre del 2010 calerà di 700mila unità di cui 557mila posti si stima saranno persi nel corso del 2009 e altri 120mila nel 2010.
Il ricorso alla Cassa integrazione è sempre più frequente soprattutto nei settori industriali dove le cadute della produzione sono state molto ampie. È giusto affrontare l’emergenza occupazione facendo ricorso agli ammortizzatori sociali ma bisogna capire che il problema è molto più profondo ed è necessario un programma di formazione continua che aggiorni chi ha perso il posto e lo prepari per la ripresa, per rientrare nel mondo del lavoro. Questa crisi deve essere un’occasione di riforma per il Paese, è in questo contesto che si dovrà inserire la riforma del sistema pensionistico, pensando non solo a chi è in pensione oggi, ma soprattutto a chi ci andrà domani. Il sistema deve essere in equilibrio e deve rimanerlo nel tempo, in molti casi gli equilibri esistenti vanno assolutamente corretti. Tutelando in primo luogo le giovani generazioni, oggi chiamate a una flessibilità che troppo spesso pregiudica in modo irreparabile le prospettive di una pensione.
Una delle conseguenze della crisi è che le imprese si trovano a fronteggiare non solo il calo fortissimo della domanda, ma anche gravi difficoltà nell’accesso al credito bancario. In questo contesto è fondamentale garantire continuità nell’afflusso di credito al sistema produttivo. Ȓ necessario fornire alle imprese liquidità sufficiente per superare questi mesi e arrivare fino alla ripresa economica. Non può esserci ripresa se non viene sbloccata la finanza. Un’altra leva, importante per le molte Pmi fornitrici della pubblica amministrazione, è costituita dallo smobilizzo dell’ingente stock di crediti che queste hanno accumulato con l’amministrazione. Importante poi è anche sostenere le reti d’impresa, che rappresentano una risposta più attuale alle esigenze di aggregazione delle imprese rispetto ai tradizionali distretti, le nuove forme di collaborazione si sviluppano infatti in un’ottica di filiera, in contesti più ampi dei distretti. Inoltre se si vuole rilanciare l’Italia non si può più prescindere dall’annosa questione meridionale, non possiamo più permetterci un Italia a due velocità, a riguardo il progetto che sta nascendo con la predisposizione di un Comitato per lo sviluppo del Sud potrebbe rappresentare un’opportunità da non perdere a patto che sia una struttura snella, composta da un gruppo di tecnici con il compito di elaborare strategie utili e condivise.
* Deputato ed imprenditore

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