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Chi paga per il folle processo a Salvini?, a Ranucci credece meno e Garlasco: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il “cecchino” di Roma, il caso Minetti e la Champions

Chi paga per il folle processo a Salvini?, a Ranucci credece meno e Garlasco: quindi, oggi…

  • Ho trovato stupenda l’intervista del Corsera a Vittorino Andreoli in cui si fregia di aver allenato Romano Prodi a gestire i duelli televisivi contro Silvio Berlusconi. Dice: “Capii che doveva trovare energia, uscire dal cono di difesa, contrattaccare. Cominciammo a lavorare. Settimane di simulazioni, io impersonavo Berlusconi, aggressivo e diretto, Prodi poco per volta imparava a difendersi e così nacquero alcuni colpi che il professore imparò ad assestare, come la famosa frase: ‘Cavaliere, lei possiede sette ville e ha un solo fratello; io ho sette fratelli e in comune abbiamo una piccola villa’”. Nel 1995 ero troppo piccolo per capire. Ma dubito che Prodi abbia vinto quelle elezioni per merito dei dibattiti tv, suvvia. Anche perché, se avesse davvero imparato in quegli anni a stare in tv col ritmo giusto per battere il Cav, nelle successive elezioni non avrebbe dimostrato l’abisso comunicativo che invece è rimasto sempre tale. La verità è che, se il Professore ha battuto Berlusconi alle urne, lo deve soprattutto al vizietto di mettere tutto e il contrario di tutto insieme contro l’uomo nero. Risultato: avrà anche vinto, ma i suoi governi sono sempre durati solo da Natale a Santo Stefano.

  • L’analisi di Brambilla sulle pensioni, e in generale sui bonus per le famiglie a basso reddito, fa paura. Questo il dato più clamoroso: “In totale i pensionati totalmente o parzialmente assistiti (dallo Stato, cioè dagli altri contribuenti) sono oltre 7,2 milioni su 16,3 milioni di pensionati”. Ci sono soggetti che fino a 67 anni non hanno mai dichiarato un euro e poi paf, all’improvviso, scoprono lo Stato per l’assegno sociale. Non voglio dire che questi soggetti vadano abbandonati a loro stessi. Però qualcosa non funziona. Se vuoi la pensione, devi lavorare. Se poi sei sfortunato ti aiutiamo, ma non è possibile che chi si spacca la schiena debba sostenere in sostanza metà dei pensionati. Suvvia. Qui le cose sono gravi.

  • Già sento la gente affermare: “Scommetto che però tu il bonus nido lo chiedi”. Certo, lo chiedo. E per un motivo semplice: perché da quando ho 21 anni pago imposte e contributi per sostenere la cuccagna di altri. State pur certi che quei 100 euro al mese che oggi mi tornano me li sono più che pagati in soli 10 anni di lavoro. E se avessi potuto scegliere, avrei preferito rinunciare al bonus nido per tenermi in tasca il 25% di contributi Inps in gestione separata (soldi, in sostanza, regalati e che non rivedrò mai più).

  • Non so se Beatrice Venezi abbia fatto bene a rilasciare quella intervista. Ma so per certo che il ministro Giuli, con questo suo andirivieni, sta facendo più danni della grandine al tentativo di mettere un po’ di cultura di destra nel fortino della sinistra. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: il modo migliore per liberare la cultura dai condizionamenti politici e ideologici sarebbe quello di lasciarla al libero mercato, di vedere chi sa vendere, senza sussidiare e soprattutto senza sostituire questo direttore con quell’altro direttore. Ma, se questa è la partita che ci tocca giocare, finire la legislatura avendo di fatto silurato i due volti simbolo (Venezi e Buttafuoco) non mi sembra una grande idea.

  • "Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi". Lo ha detto Niccolò, figlio di Alex Zanardi, al funerale del padre. "Quando si faceva il caffè e impastava la pizza, lo faceva sempre col sorriso - racconta -. E allora lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto, però quando la vedi con i tuoi occhi la capisci meglio: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione”. Chapeau.

  • Intanto vi informo che BioNTech, quella che ha prodotto i vaccini contro il Covid, chiuderà diversi stabilimenti produttivi, con conseguenze per 1.800 lavoratori. E pensare che solo quattro anni fa sembravano invincibili.

  • Sigfrido Ranucci, dopo aver sparato una notizia non verificata in diretta, aver finto di chiedere scusa ed essersi al solito comportato da martire, adesso se la prende con Quarta Repubblica, rea di averlo accusato - a suo dire - di essere un pedofilo o un ladro. Non è così. Sallusti ha solo applicato il ragionamento fatto da Ranucci nelle sue “scuse”: ha spiegato, in sostanza, che è troppo facile nascondersi dietro il “ho solo detto che stavamo verificando una notizia”. Perché in questo modo tutti potremmo dire tutto di qualsiasi persona: Ranucci, per dire, potrebbe affermare che il sottoscritto è un ladro dedito a truffare le vecchiette perché l’ha saputo da una “fonte che sta verificando”. Poco importa se fosse vero o meno. Perché, una volta che si sarà informato e scoprirà che è falso, magari informerà anche il pubblico, ma sarà troppo tardi per raggiungere tutti quelli che, la prima volta, hanno sentito dalla sua voce che forse, chissà, magari, De Lorenzo è davvero un ladro. Stiamo verificando.

  • Ps: la propensione ad autodefinirsi martire da parte di Ranucci è veramente insopportabile. A Sigfrì, credici anche meno, dai.

  • Garlasco ci regala sempre grandi sorprese. Oggi scopriamo che in una delle famose chat, Sempio confessò che ad “attizzarlo” era Giorgia Meloni. Manco uno sceneggiatore sarebbe stato in grado di partorire tutti questi colpi di scena in una sola fiction.

  • Guardate che la sentenza della Corte di Cassazione che ha reso definitiva l’assoluzione di Matteo Salvini è una batosta clamorosa per i magistrati che indagarono l’allora ministro dell’Interno. Riassumo, semplificando. In sostanza i giudici dicono ai colleghi che ipotizzare il reato di “sequestro di persona” era una follia per un motivo molto semplice: ovvero che ai presunti “sequestrati” non è mai stata tolta la libertà di puntare la prua verso un qualsiasi posto nel globo terraqueo e approdare altrove, invece che in Italia. E se non limiti la libertà personale di una persona, come può esserci un “sequestro”? Lo capiscono anche i bambini. E avrebbero dovuto capirlo anche i magistrati, chiedendo immediata archiviazione. Invece ci siamo portati avanti un maxiprocesso, con udienze e tutto il resto, che ci è costato chissà quanto e ha impedito a un leader di partito di tornare legittimamente al Viminale. Una storia che grida vendetta.

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